Increase Size Decrease Size Reset font to default

Streghette e Zgudiboli in lotta con gli gnomi

PDF Stampa E-mail

L'altra notte. Orfana dei suoni e versi consueti padroni della notte, la selva assomigliava a una vecchia dama abbandonata all'ospizio del silenzio. Un cielo nero ospitava la luce che Guida Nuova. Il focherello era acceso bello alto e Ardusli mi aspettava seduto su ceppo di betulla. Indossava l'impermeabilino di pelle di lontra passata a miglior vita, tipico look di quando c'è l'indagine in corso dei guantini a pois gialli e rossi. Sghela lo aspettava ai fornelli della memoria, ricavati da un anfratto della roccia che ripara dalle interperie. Stava cuocendo i cassoncini erotici dei ricordi, ripieni di rosole, le erbe della sinapsi godereccia. Molto importanti e determinanti ai fini dell'indagine. Ardusli a Sghela: “ Vorrei possedere l'eleganza di una lince sorpresa nel buio della notte a suonare una pianola con il solo movimento della coda.

ACCANTO A TE. mi sento giocoliere alle prese con i fuochi. Contorni di sale. Rumore di china. Inzuppo le dita. Ammonendo la noia nello spavaldo ingorgo del nostro amore “Metidisdoi” Siediti, ha esordito lo gnomo. “Stanotte facciamo la rivoluzione” !”La rivoluzione? E contro chi o per chi.” “Contro le paturnie nutrite dalla noia e sopratutto...contro le Streghette Imbarieghi e gli Zgudiboli, responsabili di tanti piccoli dispetti agli gnomi e golosi dell'ozio creativo degli gnomi. L'ozio cicatrizza i capillari dello stress. Assorbe le malinconie e produce idee

Ardusli ha sbottato: mi ha sorriso come un'ameba ubriaca, quell'idea balzana sbucata d'improvviso dalla tasca dei miei jeans. Frattaglie di un linguaggio corporale. Pur sbadigliando, le ho dato retta. Mica posso archiviare una speranza di successo

Oggi sono seppia. Mi avviluppo nell'intorpidimento del mio prosaico. La fata nera, grande quanto la crisopa, ci è venuta in soccorso. La tutrice delle fiabe che lotta contro il piattume della quotidiana rassegnazione. Siamo partiti a razzo, abbiamo attraversato la faggeta degli scherzi. Qui accadono i fatti più strani, trasformismi, caratteri che mutano, immagini oniriche, colpi di teatro, pennelli che disegnano i nostri bisogni.

Ardusli mi ha detto“Vedi, invece da noi ci divertiamo a scacciare le Streghe Imbarieghi che ogni tanto ci danno un po' di filo da torcere, resuscitando dai loro nascondigli.” Le streghe cui fanno riferimento gli gnomi spesso non assomigliano alle icone classiche conosciute e romanzate dal popolo degli uomini, bensì a fiumi di energia cattiva che inondano le cose, a vapori maligni di bruma che infettano l'aria e penetrano nei cuori rendendoli duri, gelidi, insensibili al dolore altrui e alla solidarietà. Tuttavia esistono figure malefiche in carne e ossa che loro chiamano Streghe Imbarieghi. Queste sono delle bacchettone, moraliste, che amano sbirciare sotto le coperte degli altri e mirano a scacciare gli uccelli troppo libertini, come la passera scopaiola. Volano sopra pezzi di legno grandi come fiammiferi."Agliè gulousi di doulz...Sai che sono golose dei fagottini di crema di nocciole?" Mi svelò curiosamente Ardusli. "E noi ci facciamo trovare pronti. E in effetti tutti gli gnomi con a capo gli gnomi gay, erano saliti sulle fronde degli alberi, pronti a lanciare i dolcetti alle Streghette.Inoltre vogliono rubare la Pietra Filosofale. " L'è prbia ...(E' polvere rossa, friabile e granulosa, la pietra non è che polvere)". "Come, polvere. Tutto qui?" Esclamai. "Facis finir sbaticazt." ribattè Ardusli. "La polvere, meglio definita come rubino dei saggi, si ottiene tramite elaborazioni difficoltose e segrete. Bisogna lavorarla in modo tale da ottenere il potere sul mondo minerale e organico, e la sua applicazione produce tre doni supremi, ossia la Triplice Corona dei saggi." Ogni tanto Ardusli si concedeva qualche pausa, aspirando lunghe boccate dalla sua pipa, consapevole, così facendo, di aumentare la mia curiosità divenuta insopportabile. "Perchè ti fermi? Ancora non ci ho capito nulla." Gli dissi lamentandomi, quasi implorandolo. Ardusli mi fissava divertito, chissà quali pensieri solcavano la sua mente nel vedermi così fragile e smanioso in trepida attesa, come l'uccellino che invoca l'imbeccata nel nido. "Pora dona la tu moi, cumòclafarà a suportet!....(povera donna tua moglie, come farà mai a sopportarti!). "I tre doni", specificò Ardusli, "sono la Panacea, la Felicità paradisiaca e la Proprietà Trasmutativa. La Panacea è la medicina universale sciolta in alcool come elisir di lunga vita e dona, a chi la possiede, una sorta d'immortalità fisica. La Felicità paradisiaca invece è la Divina onniscenza, il saper innato, e la consapevolezza del bene e del male. Grazie a ciò, ovvero grazie all'applicazione della pietra e a Dio, il saggio compie l'evoluzione che, prima o dopo, tutta l'umanità compierà per raggiungere lo stato di coscienza Divina, quale scopo supremo della creazione. Infine la terza, la Proprietà Trasmutativa, che permette appunto di trasmutare i metalli vili in oro e argento, ma solo per scopi filantropici e umanitari. Solo per vocazione Divina, tramite il crogiolo di croce, si ottiene la purezza e coscienza Divina. Dio concede solo alle anime elevate di possedere la Triplice, e il procedimento si può ottenere per via umida o secca." "E tu come la ottieni, Ardusli?" " Umidit nature enca se uivò una masa adtemp. Meaciap lori et mercury ite voidar, ...brot zucoun. (Beh, io adopero la via umida naturalmente. E' la più sicura anche se occorrono tempi lunghi e la si ottiene con basse temperature e l'impiego di oro e mercurio in vasetti di vetro...ma tanto è inutile che te la descriva, non capiresti comunque.)"

Allo scadere del tempo, prima che arrivino, le gnome preparano il dessert per le streghe. Vedessi come lo divorano di gusto! Così, sazie e soddisfatte, se ne volano via tranquille senza fare danni." Mentre gli zgudiboli...Il loro intento primario è quello di appropriarsi del loro millenario sapere. Cacciano gli gnomi da sempre. Più mangiano e più diventano forti e difficili da combattere. Sono velocissimi e terribili, assomigliano a stecchi eterei, esili, privi di arti e faccia, ma con una bocca da orco, fetida, che può divenire enorme. E' impressionante assistere ai loro banchetti. Non si salva nessuno, mangiano e sputano, sputano e mangiano, divenendo invincibili.Il metodo più efficace e immediato, consiste nell'attirarle in trappola sfruttando la loro proverbiale debolezza e poi lanciare contro di esse una micidiale grandinata di zollette di miele imbevute di angelica. Gli Zgudiboli, ghiotti e mortalmente allergici del prezioso nettare, altro non possono che spalancare le voraci fauci, pur sapendo in cuor loro, che l'insano gesto decreterebbe la loro stessa fine.

Anche i Cociapileda. Sono dei vampiretti a forma di cervo volante che si nascondono sotto i cavolfiori dell'inganno. Fanno strani rumori SGROG SGROG SGNF SGNF

Quindi i Ciociaosci. Sono piantine fiorite molto profumate con petali a forma di labbra gonfiate col botulino. Uno passa di lì e, inebriato dal profumo intenso e incantato dalla bellezza dei suoi colori, si avvicina e magari gli viene voglia di accarezzarla. Allora la pianta improvvisamente si anima e...ZAC! Ti cattura e GNAM.

Ultimo aggiornamento Lunedì 14 Novembre 2011 09:05
 
Indietro
 
a
forest2.jpg