Gnomo, chi sei Stampa
Giovedì 22 Dicembre 2011 20:59

GNOMO CHI SEI?

Quante volte mi sono chiesto chi sono davvero gli gnomi, quando è iniziato il loro percorso su questa terra madre di tutti, se sono nati prima loro di noi uomini o viceversa, oppure in contemporanea. E anche se come dice Ardusli è inutile arrovellarsi per cercare delle risposte a domande che in fondo non ci sono strettamente necessarie, io questa domanda allo gnomo gliel'ho posta: “Gnomo, chi sei tu? Da dove provieni?”

Ardusli ha strizzato gli occhietti a due fessure, poi ha detto: “Zirt ci on bel tabachin....Certo che sei un bel curioso tu, ma vedrò di accontentarti. Noi eravamo presenti ancora prima del diluvio universale...Siamo saliti sull'Arca. E c'era un tempo in cui sulla terra, come ben saprai, vivevano tante specie di animali padroni assoluti dei territori, ma al tempo dei dinosauri gli equilibri cominciavano a deteriorarsi, e, per evitare il peggio, noi gnomi ci prendemmo l'onere di governare certe intemperanze. Quante volte abbiamo cavalcato i Tirannosauri, eccessivamente aggressivi, facendoli ragionare che non erano loro i padroni assoluti su questa terra. Poi ci ha pensato la normale evoluzione a risistemare le cose. Quindi, direi che ci siamo da sempre...Nel Museo Masè, al centro del villaggio, ci sono tutte le testimonianze del nostro grande passato. A proposito, lo sai che sono stato amico di Amundsen, l'esploratore del Polo sud che proprio in questi giorni si festeggia il centenario di quella spedizione? L'esploratore perì con il suo aereo nel tentativo di salvare il comandante Nobile caduto sul Pack del polo nord con il dirigibile Italia.

 

Il 9 dicembre, è stato il compleanno di Ardusli. E' gagliardo più del solito, molto voglioso ed esuberante, a tutti i livelli, compreso quello sessuale. A festeggiarlo, per l’occasione sono arrivate dieci Ochegatto direttamente dal massiccio di Nattanen, luogo sacro agli gnomi lapponi. Sul dorso di ognuna, han viaggiato tre coppie guidate dagli gnomi Gigin e Gagiet, vestiti lussuosamente a festa con la tuta di renna (passata a miglior vita per morte naturale) e mantella di pelliccia d’ermellino, calda ed elegante.

Ardusli attendeva l'arrivo dei cugini lapponi nel Parco dei riverberi tattili. Vestito con l'abito della festa di lana cotta arancione se ne stava placidamente seduto nella cesta delle leccornie, piena di canditi, pasticcini e uva passa, fumando con gesti eleganti e antichi la sua Pipa preferita, quelle delle grandi occasioni, decorata con brillantini e intarsiata di figure di amanti. Come fa lui i cerchi di fumo, non li fa nessuno. E' capace a disegnare mondi incantati, figure di animali e gnomi e fauni che ballano, e la sua attività si intensifica particolarmente dato che è Luce che Guida piena e parziale eclissi.

In breve tempo c'è stato un susseguirsi di Aquile Reali e Ochegatte, che alzavano lapilli e fuliggine. E mentre tre gufi reali facevano scorrere il filo con sopra stesi i guantini e i cappelli nuovi di dicembre a servire gli gnomi, altri sette gnomi, Lecsè, Zandarnèl, Duvelè, Sparagnin, Taisì, Gigin e Gagiet, i fabbri del villaggio ed esperti del ferro battuto, si sono posizionati dietro ai bicorni, che altro non sono delle piccole incudini poggiate sui ceppi di quercia. Seguendo un ritmo studiato hanno cominciato a battere il martelletto delle beatitudini sulle incudini producendo suoni che loro, gli gnomi, chiamano riverberi tattili. Ad ogni colpo è come se il corpo di tutte le cose, piante e animali, fosse attraversato da un riverbero di bellezza nuovo, un sussulto di adrenalina piccantina, o zuccherina, a seconda dei propri bisogni personali. Questi riverberi li senti arrivare fino al cuore, come un gong, ed è una sensazione stranissima ma piacevole. Il segreto della spontaneità si nutre di stupore, meraviglia, incanto, dando fiato alle trombe dell'esistenza. Il suono rappresenta la deposizione dell'uovo cosmico dell'oca giuliva da cui nacque un po' tutto. E' il simbolo dell'infinito, del cerchio perfetto. Il coraggio di saper ascoltare il proprio cuore. Lui ci sussurra, ci parla, ci racconta di noi, ci svela chi siamo, cosa desideriamo, cosa è possibile per noi e cosa non lo è. Lui sa cosa è bene per noi, ci sprona, ci quieta, ci tiene compagnia, ci infonde coraggio nel giorno della sventura, ci riempie di gaudio nel momento felice, ci ristora nelle mestizia. E' brace nei giorni algidi, è frescura nel giorni bollenti, è nube, è vento, nei giorni monotoni. Sfama l'anima insaziabile, è acqua fresca per le fonti intorbidite.Vorrebbe che lo ascoltassimo senza vacillare, vorrebbe che non dicessimo “ah non lo sapevo”, vorrebbe che non depredassimo le nostre risorse, vorrebbe che mantenessimo la mansuetudine della conoscenza. Vorrebbe condurci per mano a rigettar le scorie, vorrebbe accompagnarci alle messi della crescita interiore. Tra l'altro, considerato il protrarsi della siccità, gli invasi e le falde sono ormai a secco, Ardusli dice che i riverberi si spandono per tutta l'atmosfera e che potrebbero aiutare a raggruppare le nuvole onde far finalmente piovere e nevicare. Presto sarà  Luce che Guida Nuova, i fabbri del villaggio fanno a gara chi crea il manufatto più elegante e simbolico che rappresenti la vita del villaggio, mentre tutte le gnome si sono presentate con abiti confezionati ad arte, testimonianza del lavoro proficuo di giorni febbrili passati a cucire e a ricamare i tessuti pregiati, nel tentativo legittimo di apparire ognuna la più bella e affascinante del villaggio; e così, broccati di seta grezza per bustini, stretti in vita e ricamati con pietre lucenti di fiume, facevano risaltare i gonnelloni ampi, plissettati con strati di garza e molto colorati. Ogni tanto si davano dei spintoni per accappararsi la scena davanti allo gnomo anziano chiamato a proclamare la DAMA Vestale dei regali di fine anno

Sghela gli ha regalato una sciarpa magica tinta multicolor creata a mano con i ferri utilizzando la lana della pecora nera, la più amata tra gli animali del bosco. La sciarpa possiede la peculiarità di rendere docili e mansueti, per il tempo scandito dalla Clessidra e predisporre per un atteggiamento tenero, sensibile e giocoso risaltando l'aspetto del bambino interiore, adatto sopratutto nei confronti di chi mostra appetiti sessuali esagerati. Gli gnomi dicono che incontrando una pecora occorre sperare che questa ti guardi in faccia e non mostri il posteriore. In ogni caso è bene fare tre inchini per aggraziarsela. Questo gesto dovrebbe portare molta fortuna