Gnomo Ardusli incontrò... |
|
|
|
|
ARDUSLI E le sorelle di Cenerentola. Genoveffa e Anastasia
Nel biglietto era evidenziato l'invito di Ardusli: Vinso, fa prest. Gli gnomi mi aspettavano per la tradizionale manifestazione contro l'acquiescienza al fatalismo. L'appuntamento era all'interno della grotta delle Fate multicolor, tutrici del buonumore e del riscatto e nemiche giurate dell'arrendevolezza. Lupo Fluk scondinzolava sotto le due querce gemelle, mia postazione tradizionale. Guaiva festoso. Mi fa sempre specie e sorrido a sentire Ardusli che mi redarguisce facendomi fretta. “Dat una mosà, tabachin..Muoviti, Tabachin. Così mi apostrofa quando intende sollecitarmi. Entrati nella grotta abbiamo salutato le sette tartarughe bibliotecarie, organizzatrici non solo, dell'ordine degli oggetti in disuso e fuori posto, ma anche garantiste e responsabili circa il mantenimento delle antiche enciclopedie del villaggio. E' costume degli gnomi fare collezione di cianfrusaglie e cose inutili. Monili, utensili, macinini di legno, valige di paglia, abiti vecchi. Anche perchè poi allestiscono il mercatino quando giungono in trasferta i cugini lapponi. La grotta accoglie gli sfoghi e li fagocita. Oppure li trasforma in pensieri positivi. Qui trovano dunque riparo gli afflitti e, a volte, gli ultimi, come ad es gli agnellini salvati alla mattanza pasquale.
Qui, tanto tempo fa, Ardusli ebbe un incontro a dir poco originale. Un bel giorno di primavera, entrando nella grotta, udì due soggetti lamentarsi. Erano due giovani donne arrivate da chissà dove e pronte a fare outing. Ardusli mi ha raccontato cosa accadde e per dar più risalto alla storia, ha pregato il nostro amico Bombo a farsi un giretto sul ceppo di betulla, azionando così lo straordinario meccanismo delle voci incorporate negli anelli dell'albero.
“E vuiltar, voi...chi siete?!?! “Io mi chiamo Genoveffa.” “ E io Anastasia” “Ueeeeèèè.. Siamo tanto infelici e abbiamo bisogno di sfogarciiii” “Allora siete giunte nel posto giusto. Perchè tenete il broncio. Su. Raccontate.” “Siamo inalberate” “E allora abbracciate il Pino bianco, che poi vi passa” “Si, la fai facile tu..” “ Ma lo sai che i nostri mariti guardano soltanto quella smorfiosa di un antipatica di Cenerentola, quella furbetta della nostra sorellastra che fa la vita da signora?!?” “Ma no..” “Ma si.. E pensare che noi siamo molto più belle più brave e anche più affascinanti.” “Beh..insomma. L'importante è crederci. Il vostro ardire è encomiabile” “Lei si è accalappiata il bel Principe, invece noi ci siamo dovute maritare con gli scarti della nobiltà. Due signorotti sgangherati che pensano soltanto ai privilegi e a riempire la pancia. Sono avvinazzati, sempre stanchi, gli screanzati, e l'amore mai non fanno, mentecatti!Ci sentiamo trascurate, avvilite...Ci tocca soltanto sfaccendare, le ginocchia sbucciate, e le mani tutte arrossate. Non ci resta che abiurare. Prendici con te...Trasformaci in gnome, o in fate... “ Potessi lo farei... Certo, lo so...La bellezza è per la donna un gran tesoro, nè mai ci si stanca di ammirarla, in coro, ma assai più vale la buona grazia. Ed è quella che vi manca. Avete perso la creanza. Questa diè a Cenerentola la comare, educandola, istruendola fino a farne una regina giusta e mai aguzzina. Questo dono, o tristerelle, ha più potere di una ricca acconciatura per scardinare di un cuore l'armatura . Perciò vi dico: La buona grazia è il vero dono delle Fate; senza di essa, nulla si può; con essa, tutto, però. Avere ingegno, coraggio, nobiltà, buon senso, e simili pregi che vi vengono dal cielo a nulla vi serviranno per avanzar nella vita, se mantenete l'anima abbruttita. Perciò vi dico.. Vi offro una cena, ma poi tornate ai vostri affari e..di buona lena!
Di lì a poco ecco arrivare lo scardinatore dei cuori, un picchio molto esuberante e colorat. Famosi sono i suoi bacini sul cuore e l'incanto d'amore si apre. Abbiamo gustato i gridolini al finocchietto selvatico e poi siamo stati a visitare il parto della martora, mentre gli alberi, anch'essi, si producevano in effusioni d'amore grazie alle carezze del vento per lo sfruscio dei rami..
Anche tra gli alberi si consumano momenti d'amore. L'abete bianco appiana e dirime, ordina e consiglia, dispone di un fascino inesauribile e incontaminato. Tutti lo amano perchè è il primo difensore delle piante fragili, ascolta i sussurri della foresta, origlia le dichiarazioni d'amore delle betulle, i pensieri aciduli dell'agrifoglio, le esuberanze del noce, i solidi concetti del carpino, le confessioni delicate e sincere del frassino, il diverso del bosco perchè effemminato e lo protegge dallo scherno e dagli insulti dei suoi vicini. Redarguisce le smancerie dell'acacia, scuote il nocciolo indolente per natura, ammonisce il sambuco, l'irresponsabile del bosco. L'abete è calmo e solenne, paziente e sereno, insuperabile giudice di pace. Esercità l'autorità di chi conosce le debolezze dell'anima, aiutando e indirizzando prima di condannare senza appello. Sotto di lui ci si fidanza, come è accaduta a una coppia di gnomi questa settimana. Atvoi e Sgnafina di 135 anni. Si sono dati il primo bacio con lo schiocco dentro una bomboniera fatta di spumino bianco di cui sono entrabi golosi.
Caro Gioaen, qui oggi si consumeranno Risvegli di Passione.
La passione accomuna abilità e dabbenaggine. Ogni passione è quella giusta. E' la più desiderata. Inattesa. La passione anche la più distruttiva è sempre creativa. La passione ti persuade anche nell'errore. Anche la più grande delle passioni infelici merita di essere vissuta.
La banda di 4 elementi intonava la versione più rock del Trittittiri. Lecsè suonava il bigolo, Gigin e Gagiet la fisargnomica, Ardusli batteva le sue due pipe più belle sul tamburo di pelle di arvicola con una abilità e una energia da fare invidia al miglior batterista.
Abbiamo gustato gli Pipplini, praline ripiene di crema di nocciola calda tra fiumi di idromele e insalata di erba micetta, raperonzoli e frutta secca aromatizzata con aceto di belladonna.
|
|
DIALOGANDO
Ci hanno salutato due bellissimi esemplari di germani reali, i primi a mostrare la covata appena nata, 8 uova schiuse davanti agli gnomi. Al termine del buffet, Ardusli mi ha dato appuntamento al Museo Masè, dove è sito l'archivio millenario di tutte le storie, i progetti, i segreti, i dialoghi degli gnomi da chè mondo è mondo. Nei momenti di pausa, quando Sghela lo lascia un po' in pace, gli piace rileggere i quaderni e i diari di alcuni periodi salienti della sua vita. Lo vedi che gli brillano gli occhietti e si liscia la barba quando sfoglia quelle pagine magari ingiallite dal tempo..E poi c'è un elemento straordinario. Uno strumento che raccoglie le registrazioni di alcuni dialoghi tra i più significativi della vita dello gnomo e di cui abbiamo già potuto godere qualche volta. Uno strumento assolutamente unico e inusuale. Se è vero che i tronchi degli alberi svelano l'età di una pianta grazie agli anelli, è altrettanto vero che gli stessi anelli agiscono come le sottili righe di un disco in vinile. Grazie all'azione mirata di un insetto, su richiesta naturalmente di Ardusli, che la magia prende vita. L'insetto che si chiama ErascettDJ, assomiglia al bombo, striscia lungo gli anelli del ceppo di betulla testimoniano incontri e dialoghi avvenuti anche centinaia di anni fa. E allora tornando sulla relazione di Ardusli con Goldoni, sono stato privilegiato testimone di questo evento incredibile. Loro si erano conosciuti e frequentati al tempo della stesura del testo “La Locandiera” Sai, mi ha detto Ardusli, Carlo si era infatuato di una scaltra e inconsolabile vedova di Rimini, che, per sbarcare il lunario e dotata di buona creanza e diplomazia, aveva aperto una Locanda. “Ecco, ascolta...” Mi ha detto lo gnomo seduto comodamente sulla mia spalla. “Sint.. Qui siamo io e Carlo che dialoghiamo davanti ai tizzoni ardenti. Rascett, l'insetto DJ ha messo il moto il meccanismo...
Ma lo sapete che il Trittittiri è altamente afrodisiaco e produce endorfine? Zandarnel, lo gnomo afromediterraneo, lo sta adoperando come terapia di coppia. La sua amata, Asolamei, sta accusando una leggera apatia sessuale e pare che risponda molto bene alle sollecitazioni musicali. Se poi è accompagnato dal dal verso del Pagliarolo, allora è fatta.
E' altresi utile come arma biologica contro le pulci, temibili divoratrici della lattuga e dei radicchi bonsai, verdure assai amate dagli gnomi e curate con estremo amore all'interno delle serre governate da Taisi.
E' il periodo delle veglie e dei risvegli. E' il periodo anche degli esperimenti e delle consegne. Gli gnomi dicono che è bene coltivare il futuro che è in noi. Adottare un animale solo e abbandonato e dargli il proprio nome di battesimo, assicura il guadagno di un ora al giorno di vita vissuta in più- Per cui si possono guadagnare 365 ore in un anno.
Ardusli era impegnato con la tavolozza dei colori con le mani impiastricciate. Ha cominciato a disegnare un quadro nel 1710, al tempo del suo primo bacio e ancora non l'ha terminato. E lo modifica ogni volta che vi si approccia. Ecco perchè ha scelto come animale totem la libellula. Ne ha sempre una che gli ronza intorno di color argento. La libellula, la creatura del vento, simboleggia l'illusione e il cambiamento. Le sue ali cangianti ci ricordano tempi e mondi magici, rendendoci coscienti del fatto che la realtà di questo mondo è solo un'apparenza. Il suo insegnamento ci dice che niente è in realtà come ci appare e che dobbiamo sforzarci di liberarci dalle illusioni dei nostri sensi. Inoltre essa fa da tramite per portarci messaggi degli elementali e degli spiriti del mondo vegetale. Quando desiderate effettuare dei cambiamenti importanti, è opportuno evocare l'energia della libellula.
Gigin e Gagiet invece hanno scelto la Donnola. E' è in grado di vedere quel che si nasconde sotto una maschera ed è anche capace di riconoscere un evento dai piccoli segni che lo precedono. Spesso le persone in possesso dell'energia della donnola si sentono corresponsabili di ciò che notano o percepiscono in altri individui. Molte di queste persone finiscono per desiderare solo di essere lasciate in pace, o diventano veri e propri solitari. Il saper troppo, infatti, può diventare a volte un peso insopportabile. Si può comunque provare a evocare la forza della donnola quando si è alle prese con un problema di difficile
Che piacere è vedere gli gnomi impegnati nelle loro mansioni. C'è stata la festa del gnobattino. Il nostro ciabattino per intenderci. Erano disposti in circolo maschi e femmine indaffarati nel creare il più bel pezzo. Loro sono straordinari a fare le tomaie a mano con il cuoio ricavato dai cinghiali morti di vecchiaia. Quindi a cucire con gli aghi d'osso gli zoccoli e i mocassini. Gigin e Gagiet dopo attenta valutazione hanno decretato il vincitore. È risultata Remzca, cugina di Ardusli. Arzilla vegliarda di 310 anni, per il momento single. Ma non si è ancora rassegnata. Per la verità non è una gran bellezza, è pure strabica, ma gran lavoratrice, la tappabuchi del villaggio. Va dove è richiesto un suo servizio, che sia casalingo come babysitter, oppure di aiuto nei lavoretti domestici o addirittura nelle attività esterne come carpentiere, falegname e, in questo caso, come calzolaio, appunto. L'hanno festeggiata con i chichettini, stuzzichini a mò di spiedini cotti sulla brace
|
|
Ultimo aggiornamento Martedì 20 Marzo 2012 20:26 |
La storia del Fauno degli gnomi |
|
|
|
|
LA STORIA DEL FAUNO.
Arrivato al villaggio, ho trovato il bigliettino di Ardusli sotto il sasso con il marchio A, la sua casella di posta. “Gioaen, asem intu Saloun dal Festi” Ho raggiunto il Salone in pochi minuti. Sito all'interno della Fantastica Grotta degli Incantesimi, mi sono sempre chiesto come facciamo gli gnomi a cambiare la disposizione degli ambienti così radicalmente. Ogni volta trovo situazioni nuove, logisticamente diverse. Tre faine mi hanno accolto scodinzolando, mentre sentivo in lontananza la voce. La faina adombra la lussuria, è un animaletto molto elegante, affusolato e simbolo di rapacità. E' molto ricercata nel mese di febbraio, il mese della purificazione e della rigenerazione fisica. Appena entri nel Salone ti colpisce l'eleganza del grande tinello ricreativo, con le seggioline di paglia intrecciata e i grandi tappeti di lana cardata. La sala da ballo è molto capiente con al suo perimetro la straordinaria biblioteca millenaria degli gnomi. Gli ambienti sono in grado di accogliere gli ospiti ed è collegato con la cucina sempre attiva e funzionante 24 ore su 24. Oltre si trovano i reparti adibiti al riposo, le camerate in grado di ospitare fino a 150 gnomi e i bagni. C'è una porticina in fondo al Salone delle Feste. E mi sono sempre domandato la sua funzione e dove introducesse. Beh, Ardusli finalmente si è sbottonato. “Lè l'an bisest!” E' l'anno bisestile, mi annuncia lo gnomo. E durante l'anno bisestile ci torna a far visita il gentilFauno. E' un personaggio stupendo, una specie di portale verso la conoscenza, istruttore delle Fate, detentore dei segreti della flora e della fauna, testimone di storie al servizio degli gnomi e degli elfi. Si accoppia con la ninfe del laghetto afrodisiaco e ogni 4 anni torna a trascorrere un periodo di ricreazione cosmica con gli gnomi. E il Fauno è arrivato. In tutta la sua magnificenza. Vestito con un tessuto di velluto broccato giallorosso è stato accolto con grida di giubilo e hurrà. Di solito, il suo arrivo è interpretato come l'avvento di un periodo di speranza e di rinnovamento. Per salutarlo le coppie si sono baciate appassionatamente. Il Fauno canta:
Se chiudo gli occhi lo sento. Tutto il peso del mio corpo storto. Però della mia vita non mi pento. Anche se è grande il fardello che porto. Fauno son nato e per nulla bello Mai aggraziato, mi muovo a stento. Ma se penso alla musica del Creato. Al dono che ho, di fare e creare... un fuscello tra le mani E da un filo d’erba sento nascere il mio domani. Cesti e flauti, garze velate. Oggetti piccini, scarpe fatate. Come una danza le mie dita al lavoro. Mi adopero sul legno, dalle mie mani esce oro. Filo e taglio, cucio e modello. Ogni giorno diviene bello. La mia anima si specchia in quel che faccio. Ed il mio corpo non è più un laccio. Mi inchino alla terra, non temo il fango. Sono sempre di meno le notti in cui piango. Ora lo vedo più chiaro il mio domani. Adesso son sicuro, queste sono ali. Che mi trasportano in mondi che io non conosco. Troppo a lungo son rimasto nascosto. Come sei bello cielo e tu bosco immenso Vedo bene ciò che percepivo a stento. Tutto conta, veramente. Ora posso gioire finalmente! Dedicata a tutti quelli che soffrono e la cui anima ha ali stupende;
|
|
IL CIMELIO RITROVATO.
L'emergenza NEVE è terminata. Ma i danni subiti sono assai ingenti. Gli gnomi sollecitano una presa di coscienza per la tutela del territorio nel pieno rispetto della natura. Loro monitorano il bosco con la tagliata e il controllo. Nei giorni scorsi non avrei mai potuto raggiungere il villaggio se non mi fossero venuti a prendere con la slitta stavolta trainati dai cervi, data la neve troppo alta. Durante il tragitto abbiamo dovuto portar assistenza a un daino bianco rimasto sepolto dalla neve alta e impossibilitato a muoversi. La tecnica degli gnomi è precisa e funzionale. Ardusli mi ha detto che il fatto di averlo incontrato ha un significato ben preciso. Analizzando le lettere facendo uno spelling della parola Daino si evince: DICOTOMIA (entità in due parti non necessariamente esclusive ma complementari ANNUNCIATA INSERITA NELL' ORDINARIO. Come a dire: il fatto di averlo incontrato io e lo gnomo assieme, forgia per sempre la nostra datata amicizia. Lo hanno imbragato da sotto e con grande lena, utilizzando un argano artigianale lo hanno tirato su. Arrivati al villaggio ho fatto subito caso all'energia positiva che aleggiava. Erano tutti contenti.
Ardusli addirittura euforico nonostante l'emergenza meteo. Ma prima di rivelarmi il motivo di tale contentezza, ha preferito accompagnarmi al giro de “Strupacioun”. La neve abbondante consiglia di non esagerare nelle attività esterne, per cui gli gnomi si dilettano a risistemare gli ambienti e sopratutto i ripostigli. Ricordiamo che le casette sono tutte collegate tra di loro attraverso cunicoli permettendo agli gnomi di usufruire di più canali in caso di necessità per calamità naturali. Tra una spolverata e l'altra, riguardando le cose accatastate, Ardusli ha ritrovato nel vecchio baule dei ricordi una cosa davvero speciale. Un megafono, un piccolo megafono. Ma non è un cimelio antico, ma risale a tempi recenti. Ardusli mi ha raccontato una cosa incredibile. 40 anni fa Ardusli ha avuto un incontro con il maestro. E per Maestro intendo dire Federico Fellini, ai tempi della realizzazione del film AMARCORD. Ardusli ha partecipato ad alcune scene e, mi ha raccontato, faceva di nascosto il verso al maestro, che naturalmente era al corrente e si divertiva come un ragazzino al pensiero di avere uno gnomo al fianco mentre urlava azione, e che utlizzava un piccolo megafono. E a proposito di Amarcord, nessuno meglio del maestro poteva raccontare certi episodi del nostro costume, come l'inchino del Rex così drammaticamente in auge e il nevone del 29. E questa nevicata eccezionale riporta la memoria ai quei tempi gloriosi. Lo gnomo ha preso in mano il megafono e ha cominciato a urlare: “Ci la mia bela, Sghela fatacanela. Auguriiiiiiii”
E infatti le sorprese non erano finite perchè il villaggio era pronto a festeggiare SGHELA.
E' stato il compleanno di Sghela. Ha compiuto 358 anni. Paffuttela, con le treccine. Vestita di un completino a scacchi arancio e turchese. Calzava gli scarponcini classici invernali. Bella, procace, desiderabile. Ha due seni che puntano in alto come le corna della cerbiatta spaventata. E' la gnoma organizzatrice degli eventi culturali, ma la sua peculiarità principale consiste nell'essere capace di “stirare” i desideri sgualciti, ancora incompiuti. Psicologa, accoglie gli sfoghi e le malinconie degli gnomi delusi riuscendo a risollevarli. E' un fiorellino profumato. La sua pelle è rosea, le rughette decorano un viso ancora fresco. Gli occhi sono vivi e lanciano strali di gioia. Arpeggiano sonorità d'amore. E' la fornitrice ufficiale delle creme di bellezza a base di erbe, semi di papavero e di guano. Il guano della passera scopaiola quando è incinta, il migliore, unico, ricco di proprietà nutritive per la pelle. Fan la fila le gnome per farsi consigliare e trattare da lei.
Dice Ardusli alla sua bella : "I tuoi occhi brillano d'infinito. Quando sussurri pagine di passione. Quando, sinuosa, muovi il corpo, alla sola luce di te stessa. Cosi amata. Così invidiata. Ti appoggi alla mia pelle nella tua dolorosa fretta di non crescere mai. “quand ca pens ma te e mi cor e sciupetta com la marmeita dla mi bicicleta”
Nella notte di Luce che guida piena, Per festeggiarla è stato preparata la slapazota, una speciale zuppa afrodisiaca, fatta di pancotto, aglio e olio, e uova di uccellini canori. E naturalmente la tortignam, il dolce del compleanno, una struttura di pan di spagna con strati di creme pasticcera e frutta secca. Ardusli ha regalato alla sua amata un oggetto unico, commissionato a Gigin e Gagiet, orafi impareggiabili del villaggio. Un braccialetto d'osso incastonato di 358 perle di fiume abilmente lavorate. Si sono baciati tra urla di giubilo e poi hanno ballato un tango struggente
|
|
L'eco della musica mi ha raggiunto molto prima di raggiungere il villaggio. Sono arrivato su verso le 3 del mattino. Non vedevo l'ora di abbracciare i miei piccoli amici. Li ho trovati molto eccitati e divertiti. Indossavano la tunica lunga color oro. E nei piedi gli zoccoli di cristallo. Agitavano in aria, ognuno, rincorrendosi, la scopetta fatta con le setole del porcospino: possiede la caratteristica e la funzione di scacciare brutti ricordi e dispiaceri. La grande grolla, il recipiente con 12 orifizi, totem dell'anno era al centro della radura. Naturalmente erano tutti abbastanza su di giri, grazie all'effetto dell'idromele e del greis, la tipica bevanda dell'amicizia. L'usanza prevede che gli gnomi si scambino auguri scaramantici contro la iattura e per favorire la gaudia fratellanza nella gioia della speranza. Per favorire questo stato d'animo e una corrente positiva, gli gnomi amano fare l'anagramma dell'anno appena cominciato. E così, a turno, si applicano nell'estrapolare l'anagramma del 2012. Ardusli, a cavallo del gallo cedrone, si è cimentato per primo: “E' da modi lucidi” lui che è sempre comunque positivo. Invece Zandarnèl, seduto sul mulo mascotte, lo gnomo afromediterraneo, meno ottimista, ha detto: “è da dodici muli” come a voler significare e sottolineare la difficoltà del momento. Oppure Sghela, accanto alla sua amica del cuore Remzca: “udì lode d'amici” E Sabloina, la pettegola del villaggio, con aria estasiata: “dì, è l'acume di Dio”Si festeggiano perne e postne), il dietro e il davanti, il passaggio dal vecchio al nuovo. Il primo gennaio, Ianus dies, “il giorno di Giauz, lo gnomo nato alla mezzanotte esatta”, è il punto di arrivo e di partenza del tempo annuo, fine e inizio, passaggio dal passato al futuro. Ardusli si è recato nel Museo Masè e ha preso dalla credenza dei Saggi una grossa chiave e un bastone. Gli gnomi poi si scambiano gli auguri donandosi un ramoscello di sempreverdi (alloro, agrifoglio o pino) colto nel bosco sacro (lucus) della Dea Madre Terra, ubicato significativamente sulla Via del sogno che porta alle tre fontane che il primo giorno dell'anno se zampillano contemporaneamente indicano una annata possibile accettabile. E, nonostante tutte le profezie da menagrano, hanno improvvisamente zampillato.In questi giorni, è bene, a mezzanotte, inchinarsi sette volte al nuovo anno, rovesciando al terra il contenuto delle vostre tasche e dicendo “annuncia la fine del vecchio, annuncia l’inizio del nuovo, annuncia l’usura del falso, annuncia l’ingresso del vero”.
Gli gnomi, dopo aver fatto gli impacchi con le erbe, alle orecchie degli animali assordati dai botti di fine anno, si sono attaccati alle tette della capra, dopo averla munta a dovere, hanno cotto nel pentolone riso e grano nel latte di capra, con l’aggiunta di zucchero e cannella, quindi hanno inserito nella preparazione una mandorla spellata, mescolando bene: lo gnomo che la troverà nel proprio piatto avrà una fortuna sfacciata tutto l’anno. L'ha trovato Lecsè, festeggaito da tutti con gioia. E poi hanno consumato una mela cotogna cotta con miele, affinché tutto l’anno sia dolce com’è iniziato. Un rito d'amore per la coppia: mettete sul piano del caminetto due noci, una che rappresenta l'io e l’altra il partner. Se col calore questa scoppia e schizza via, la rottura è imminente; se si incendia e arde sarà una storia breve ma appassionata; se invece entrambe le noci bruciano lentamente consumandosi insieme, l’amore durerà per sempre. Poi è molto teatrale il lancio della pantofola...
Questo mese, in concomitanza con Luce Nuova, si compie il rito dei chicchi di mais sulla “Arola” calda del camino, il pianoro di sasso che fa da contorno al forno della canna fumaria. Lo gnomo appoggia un chicco per volta sulla Arola spazzata dal pulviscolo e detriti, al centro di un cerchio magico disegnato con la radice annerita della mandragola. Il primo chicco, corrispondente a gennaio, scoppia al calore saltando in aria come un petardo. A seconda della direzione si ricava il pronostico. Se il chicco salta di lato verso sinistra significa che il tempo si manterrà discreto senza piogge o nevicate per tutto il mese di gennaio. Il fatto assume anche una valenza amorosa, e la risposta è probabilmente negativa. A destra accadrà esattamente il contrario, mentre se punta all'indietro sarà variabile, amore compreso, e ventoso ma non freddo, in avanti nebbioso e gelido. Quindi lo gnomo procede col secondo chicco che corrisponde a febbraio e così via sino a dicembre. Non di rado succede che le gnomette sedute vicino al camino, solitamente anemiche, si chiazzino di bollicine rosse le cosciotte, non sempre protette dalle vampate del focolare.
|
|
Ultimo aggiornamento Martedì 17 Gennaio 2012 20:24 |
|
Gli gnomi augurano a tutti una anno speciale...
BUON ANNO A VOI
MORMORANDO PENSIERI
SCINTILLANDO AMORE
ENTUSIASMANDO DESIDERI
ESALTANDO L' ARDORE
BUON ANNO A NOI
GODENDO LA SPERANZA
FAVORENDO L'ABBONDANZA
RINUNCIANDO ALL'ARROGANZA
BUON ANNO A TUTTI
ACCORCIANDO LA DISTANZA
SPINGENDO L'ESULTANZA
COMUNICANDO FRATELLANZA
LUCCICANDO TOLLERANZA
|
|
GNOMO CHI SEI?
Quante volte mi sono chiesto chi sono davvero gli gnomi, quando è iniziato il loro percorso su questa terra madre di tutti, se sono nati prima loro di noi uomini o viceversa, oppure in contemporanea. E anche se come dice Ardusli è inutile arrovellarsi per cercare delle risposte a domande che in fondo non ci sono strettamente necessarie, io questa domanda allo gnomo gliel'ho posta: “Gnomo, chi sei tu? Da dove provieni?”
Ardusli ha strizzato gli occhietti a due fessure, poi ha detto: “Zirt ci on bel tabachin....Certo che sei un bel curioso tu, ma vedrò di accontentarti. Noi eravamo presenti ancora prima del diluvio universale...Siamo saliti sull'Arca. E c'era un tempo in cui sulla terra, come ben saprai, vivevano tante specie di animali padroni assoluti dei territori, ma al tempo dei dinosauri gli equilibri cominciavano a deteriorarsi, e, per evitare il peggio, noi gnomi ci prendemmo l'onere di governare certe intemperanze. Quante volte abbiamo cavalcato i Tirannosauri, eccessivamente aggressivi, facendoli ragionare che non erano loro i padroni assoluti su questa terra. Poi ci ha pensato la normale evoluzione a risistemare le cose. Quindi, direi che ci siamo da sempre...Nel Museo Masè, al centro del villaggio, ci sono tutte le testimonianze del nostro grande passato. A proposito, lo sai che sono stato amico di Amundsen, l'esploratore del Polo sud che proprio in questi giorni si festeggia il centenario di quella spedizione? L'esploratore perì con il suo aereo nel tentativo di salvare il comandante Nobile caduto sul Pack del polo nord con il dirigibile Italia.
Il 9 dicembre, è stato il compleanno di Ardusli. E' gagliardo più del solito, molto voglioso ed esuberante, a tutti i livelli, compreso quello sessuale. A festeggiarlo, per l’occasione sono arrivate dieci Ochegatto direttamente dal massiccio di Nattanen, luogo sacro agli gnomi lapponi. Sul dorso di ognuna, han viaggiato tre coppie guidate dagli gnomi Gigin e Gagiet, vestiti lussuosamente a festa con la tuta di renna (passata a miglior vita per morte naturale) e mantella di pelliccia d’ermellino, calda ed elegante.
Ardusli attendeva l'arrivo dei cugini lapponi nel Parco dei riverberi tattili. Vestito con l'abito della festa di lana cotta arancione se ne stava placidamente seduto nella cesta delle leccornie, piena di canditi, pasticcini e uva passa, fumando con gesti eleganti e antichi la sua Pipa preferita, quelle delle grandi occasioni, decorata con brillantini e intarsiata di figure di amanti. Come fa lui i cerchi di fumo, non li fa nessuno. E' capace a disegnare mondi incantati, figure di animali e gnomi e fauni che ballano, e la sua attività si intensifica particolarmente dato che è Luce che Guida piena e parziale eclissi.
In breve tempo c'è stato un susseguirsi di Aquile Reali e Ochegatte, che alzavano lapilli e fuliggine. E mentre tre gufi reali facevano scorrere il filo con sopra stesi i guantini e i cappelli nuovi di dicembre a servire gli gnomi, altri sette gnomi, Lecsè, Zandarnèl, Duvelè, Sparagnin, Taisì, Gigin e Gagiet, i fabbri del villaggio ed esperti del ferro battuto, si sono posizionati dietro ai bicorni, che altro non sono delle piccole incudini poggiate sui ceppi di quercia. Seguendo un ritmo studiato hanno cominciato a battere il martelletto delle beatitudini sulle incudini producendo suoni che loro, gli gnomi, chiamano riverberi tattili. Ad ogni colpo è come se il corpo di tutte le cose, piante e animali, fosse attraversato da un riverbero di bellezza nuovo, un sussulto di adrenalina piccantina, o zuccherina, a seconda dei propri bisogni personali. Questi riverberi li senti arrivare fino al cuore, come un gong, ed è una sensazione stranissima ma piacevole. Il segreto della spontaneità si nutre di stupore, meraviglia, incanto, dando fiato alle trombe dell'esistenza. Il suono rappresenta la deposizione dell'uovo cosmico dell'oca giuliva da cui nacque un po' tutto. E' il simbolo dell'infinito, del cerchio perfetto. Il coraggio di saper ascoltare il proprio cuore. Lui ci sussurra, ci parla, ci racconta di noi, ci svela chi siamo, cosa desideriamo, cosa è possibile per noi e cosa non lo è. Lui sa cosa è bene per noi, ci sprona, ci quieta, ci tiene compagnia, ci infonde coraggio nel giorno della sventura, ci riempie di gaudio nel momento felice, ci ristora nelle mestizia. E' brace nei giorni algidi, è frescura nel giorni bollenti, è nube, è vento, nei giorni monotoni. Sfama l'anima insaziabile, è acqua fresca per le fonti intorbidite.Vorrebbe che lo ascoltassimo senza vacillare, vorrebbe che non dicessimo “ah non lo sapevo”, vorrebbe che non depredassimo le nostre risorse, vorrebbe che mantenessimo la mansuetudine della conoscenza. Vorrebbe condurci per mano a rigettar le scorie, vorrebbe accompagnarci alle messi della crescita interiore. Tra l'altro, considerato il protrarsi della siccità, gli invasi e le falde sono ormai a secco, Ardusli dice che i riverberi si spandono per tutta l'atmosfera e che potrebbero aiutare a raggruppare le nuvole onde far finalmente piovere e nevicare. Presto sarà Luce che Guida Nuova, i fabbri del villaggio fanno a gara chi crea il manufatto più elegante e simbolico che rappresenti la vita del villaggio, mentre tutte le gnome si sono presentate con abiti confezionati ad arte, testimonianza del lavoro proficuo di giorni febbrili passati a cucire e a ricamare i tessuti pregiati, nel tentativo legittimo di apparire ognuna la più bella e affascinante del villaggio; e così, broccati di seta grezza per bustini, stretti in vita e ricamati con pietre lucenti di fiume, facevano risaltare i gonnelloni ampi, plissettati con strati di garza e molto colorati. Ogni tanto si davano dei spintoni per accappararsi la scena davanti allo gnomo anziano chiamato a proclamare la DAMA Vestale dei regali di fine anno
Sghela gli ha regalato una sciarpa magica tinta multicolor creata a mano con i ferri utilizzando la lana della pecora nera, la più amata tra gli animali del bosco. La sciarpa possiede la peculiarità di rendere docili e mansueti, per il tempo scandito dalla Clessidra e predisporre per un atteggiamento tenero, sensibile e giocoso risaltando l'aspetto del bambino interiore, adatto sopratutto nei confronti di chi mostra appetiti sessuali esagerati. Gli gnomi dicono che incontrando una pecora occorre sperare che questa ti guardi in faccia e non mostri il posteriore. In ogni caso è bene fare tre inchini per aggraziarsela. Questo gesto dovrebbe portare molta fortuna
|
9 Dicembre: L'Arcolaio del pensiero |
|
|
|
|
L'Arcolaio del pensiero.
Ma che meraviglia è stata questa settimana. Giorni di trasalimento bisbigliato e trasportato dall'eco del sollievo. Ho trovato gli gnomi arrampicati sugli alberi. Ognuno teneva in mano una piccola lanterna ovale color turchese fatta di carta di radice, illuminata nel suo interno dallo stoppino acceso di cera prodotta dalle api friccicorine. 65 gnomi per 65 lanterne. Ogni lanterna è stata confezionata ad hoc e personalizzata con ghirigori, intarsi, e scritte, massime, pensieri ecc...A un certo punto Bilech, il mastro musico ha lanciato lo squillo di tromba. Tutti insieme all'unisono, hanno lanciato le lanterne in alto e, grazie a una corrente ascensionale, sono salite in cielo a stuzzicare le Stelle. E' tradizione i primi giorni di dicembre, inviare, loro dicono, tracce della propria coscienza al di là delle cose. Uno stormo di oche cenerine si è alzato in volo per salutarli sbattendo le ali pesanti, eleganti e maestose, i lunghi colli protesi nel blu. Ardusli si è fermato un istante a guardarle e ha ricambiato il saluto puntando al cielo la pipa fumante, incoraggiato dal quel segno ritenuto di buon auspicio. Gli gnomi amano volare e spesso approfittano per fare sesso anche in volo, ebbri e felici. Gli gnomi amano le anatre perchè ritenute guide infallibili in grado di volare nell'aria da un punto all'altro della terra senza mai perdersi. L'anatra, per il suo spiccato senso dell'orientamento, rappresenta la perfezione assoluta tra gli uccelli terricoli, è capace di sorvolare terre e acque senza incidenti e di raggiungere sana e salva la destinazione prevista. Per queste sue peculiarità, gli gnomi l'amano incondizionatamente utilizzandola per i lunghi viaggi.
E' la settimana dedicata al confezionamento delle Strenne degli gnomi. E lo fanno utilizzando i panni di canapa filata e tessuta dall'Arcolaio del pensiero. Ci hanno pensato Duvelè e Zandarnel, che, con grande mestiere, posizionavano l'Arcolaio del pensiero al centro della radura, illuminato dal focherello di dicembre. Naturalmente è a pedali. Siccome comporta un notevole dispendio di energie, gli gnomi si danno il cambio. Che tenerezza vedere le gnomettine alzarsi le braghe e mostrare i polpacciotti muscolosi mentre pedalano, ma estremamente seducenti. Da sempre, gli gnomi sono i custodi del bosco di Strenia, dedicato alla Fata dea della potenza e della fortuna.
E' il bosco magico degli alberelli bonsai. Abeti, Ontani, Carpini, Pini, Querce nane. Se fuori fa freddo e nevica, all'interno la temperatura è dolce e accogliente. E comunque sono presenti tanti piccoli bracieri fumanti. Il piccolo bosco è governato da miasmi felici. Basta respirarli e scompare la noia. Naturalmente Ardusli mi ha accompagnato a visitarlo. Ogni gnomo dedica qualche scampolo del proprio tempo, e questo da sempre, a creare Strenne. Ognuno dispone del suo piccolo laboratorio, e tutti siti tra il verde perenne del bosco Strenia. E' il loro tempio. Ogni laboratorio dispone di tutto il necessario utile allo gnomo per la realizzazione e la confezione.
Ho visto i RAGNETTI ROSSI DECORATORI in piena attività: stavano lavorando alacramente, predisponendo agli alberelli i ricami con le RAGNATELE FOSFORESCENTI, aiutati dai CERVI VOLANTI NATALIZI. Ed ecco quindi fantastiche COMPOSIZIONI A GIRANDOLE con le UOVA LARVALI del ROSPO OSTETRICO, come fossero palline colorate, offerte gentilmente dall'anfibio per creare addobbi e coreografia.
Sul dorso di una splendida aquila reale è giunto uno gnomo proveniente dalla Comunità Lappone, esperto del GUSTO E DELLA CONQUISTA di nome ATACIAP. Lui conosce una antica ricetta, speciale, e adatta a chi intende riconquistare un amore
IL POMO Della riconquista. E NEL BOSCO DI STRENIA PER FORTUNA è PRESENTE UN POMINO.
E' necessario procurarsi personalmente un POMO all'alba di un venerdì nella fase lunare crescente. Si scriverà su di un foglietto di canapa o di lino il proprio nome e quello della persona che si vuole riconquistare. Su di un altro bigliettino si scriverà "AMIAMOCI". Si taglierà, quindi, a
metà il pomo creando un incavo al centro dove si posizioneranno i due bigliettini ben chiusi. Il pomo sarà ricomposto ed avvolto con rametti di VERBENA, pianta della luccicanza e di MIRTO, la pianta di Venere; quindi si farà essiccare nel forno. Poi una volta secco gli si da fuoco. Le ceneri ottenute saranno riposte in un sacchettino di seta grezza e si cercherà di sistemarlo sotto al materasso in corrispondenza del cuscino del partner, senza che lui se ne accorga. In pochissimo tempo sarà conquistato o riconquistato.
Attorno ai bracieri di carboncino profumato vi era una frenesia incontenibile e contagiosa, la musica etnica muoveva i piccoli corpi in danze sfrenate. Nell’aria si percepivano sapori dolciastri, forti, che si mescolavano alle fragranze dei muschi, della torba e agli odori dei manicaretti sfornati dalle gnome.C’era un via vai instancabile di gnome, impegnate in cucina a preparare gli stuzzichini e le pietanze sulla rola del camino sempre acceso nella casa dello gnomo. Naturalmente mi ha invitato a cena, presente l'intera Comunità. Ogni gnomo se ne stava seduto a gambe incrociate, comodo, sopra il cuscino di polenta calda. Gli scoiattoli sfregavano con i dentoni il Licopodio, la famosa piantina le cui spore, per attrito, producono luce e calore, come fuochi d'artificio. Abbiamo potuto gustare l'ottimo tortino alle more, i crescioni farciti assortiti (con piada fatta a mano), la frittatina al tartufo ed erba micetta, i funghi fritti, alla brace, e la peperonata alle radici in umido con aggiunta di spezie: succo di angelica, mandragora, belladonna e galle delle querce. E' divertentissimo ammirare le gnome durante la gara di mattarello che premierà la miglior sfoglia. Ci danno, ci danno, un apoteosi di energia, con i seni che dondolano, muovendosi come in una danza del ventre. Per dessert, pagnomottino al ribes, torta di mele cotogne ripiena di scaglie di frutta secca......e i fagottini di nocciola alla vaniglia! Slurp.... Una squisitezza paradisiaca Come bevande: L'amato idromele, succo di lamponi fermentato, e il Greis, famosissimo liquore degli gnomi a 55°. La cena l'abbiamo condivisa con tre scoiattoli e due puzzole assai gratificate.
|
Un regalo elegante degli gnomi 27 Novembre |
|
|
|
|
UN REGALO ELEGANTE.
E' stata una settimana curiosa e pregna di sorprese. Una settimana dedicata ai lavori e ai sapori, un abbandono totale. Questa volta la gazza ladra, che mi ha recapitato il bigliettino con l'invito di Ardusli, ha fatto la staffetta con il picchio verde che mi attendeva lungo il sentiero. Con un balzo è atterrato improvvisamente sulla mia testa e, considerata la sua caratteristica, con il suo becco tanto duro quanto leggendario, devo dire che mi sono alquanto preoccupato. Gli ho detto “sta mo bon” mi raccomando... Vedi, mi ha detto Ardusli venendomi incontro, non è un caso che il simpatico volatile ti abbia scelto quest'oggi. “Ah si? E perchè? Spiegami un po'..” E lo gnomo: “il picchio rappresenta la Persistenza. Evoca i poteri del guerriero nei momenti di preoccupazione e di crisi, col suo picchiettare conferisce la determinazione per affrontare gli ostacoli. Quando appare significa che ti viene chiesto di usare la tua forza e il tuo potere, per affrontare un cambiamento in atto. Spesso le argomentazioni di Ardusli mi lasciano basito, ma nel corso degli anni ho imparato ad accettarle perchè il più delle volte si rivelano fondate. Appena arrivati al villaggio mi ha fatto tenerezza vedere tre gnomi adolescenti Cincio Sgadezza e Prisca cantare una specie di ninna-nanna facendo le coccole agli animali che dovrebbero andare in letargo e che invece sono recidivi. Al capo ghiro ladro, quello goloso di torte e che fa razzia, se può e alla tartaruga dell'occhiolino, la preferita di Ardusli. Ti guarda e fa l'occhiolino se le piaci, se sei di suo gradimento. Ricordiamo le caratteristiche e le peculiarità della tartaruga:
E' simbolo di stabilità e di longevità, con il carapace convesso in superficie e piatto sul ventre, rappresenta l'unione tra la terra e il cielo. La tartaruga appare ugualmente come l'intermediario fra il cielo e la terra o come un simbolo dell'universo stesso. La sua massa, la sua forza, l'idea di potenza che evocano le sue quattro zampe ben piantate nel suolo come le colonne del tempio, fanno della tartaruga il sostegno del mondo, del trono celeste o delle acque primordiali, o ancora quello dell'isola in cui vivono gli immortali. In quanto animale longevo, è spesso utilizzata come simbolo dell'immortalità. Gli gnomi credono che le stelle, quando sono stanche, trovano riparo dentro il guscio di una tartaruga
Siamo passati a trovare Taisì, lo gnomo addetto alla manuntenzione delle serre e coordinatore di tutti i lavoretti che occorre fare nel bosco. Era nella serra e piantava Garofani, Margheritine, Viole del pensiero, Pisellini odorosi, Papaveri autunnali, Ranuncoli simbolo di bellezza splendente ma malinconica. Altri gnomi come Zandarnèl e Sabloina raccoglievano facevano la mucchia delle foglie secche autunnali, preziose nel confezionare costumi teatrali. Ricordiamo che Ardusli conobbe Goldoni ai tempi della Locandiera e gli è rimasto forte quel desiderio e quella passione di allestire la Compagnia Teatrale di “Zuvnott d'ir oz e dmen” I Giovanotti di ieri oggi e domani. Come a voler stigmatizzare che l'età non pone e non deve porre limitazioni di alcunchè. Presto andrà in scena lo spettacolo della dodicsima Luna. Quindi ci siamo portati sotto il pergolato dell'uva passa, esattamente sopra la fossa scavata nella roccia arenaria rivestita di paglia dove tengono stanno maturando i formagnomini lasciati a stagionatura, che avviene in particolari condizioni di temperatura ed umidità. La stagionatura dona al formaggio un gusto forte ed un aroma intenso, gli conferisce una maggiore digeribilità e migliori caratteristiche nutritive. Causa inoltre una perdita di siero e di grasso, e mediante la compressione dovuta al peso fa perdere a gran parte dei formaggi la loro forma rotonda. Ha una durata di circa 90 giorni. Basta allungare le manine e puoi attingere direttamente ai vitigni mentre Gigin e Gagiet servivano le scaglie di formagmomini. Uva passa, formaggio e idromele, un perfetto connubio.
E' anche stato l'anniversario del primo bacio tra Ardusli e Sghela, avvenuto 202 anni fa. Bella, procace, desiderabile. Ha due seni che puntano in alto come le corna del cervo. E' la gnoma organizzatrice degli eventi culturali, ma la sua peculiarità principale consiste nell'essere capace di “stirare” I desideri sgualciti, ancora incompiuti. Psicologa, accoglie gli sfoghi e le malinconie degli gnomi delusi riuscendo a risollevarli. E' un fiorellino profumato. La sua pelle è rosea, le rughette decorano un viso ancora fresco. Gli occhi sono vivi e lanciano strali di gioia. Arpeggiano, quasi. Mentre si esibiva la passera scopaiola Ardusli le ha sussurrato: “Oggi sembriamo due gomitoli colorati, dopo aver fatto l'amore. I fili s'intrecciano dentro l'anima. Nessun altro mai, indosserà il nostro maglione di passione. Mi emoziono e la pelle ruba il colore del tramonto, impertinente
Le nostre bocche mai sazie si sfamano d'una furia di baci, cardini fragili per futuri eccelsi assopiti. Ci amiamo così, senza malizia, inconsapevole storia di ogni nuvola stesa al sole”.Per onorare l'avvenimento e festeggiare, si sono scambiati un regalo speciale. Ardusli ha donato alla sua bella un vasetto di crema balsamica antistress, antincazzature e antiurli, ricavata dalla cacca del tasso lavorata e miscelata con essenze segrete. Sghela invece gli ha regalato una sciarpa magica tinta multicolor creata a mano con i ferri utilizzando la lana della pecora nera, la più amata tra gli animali del bosco. La sciarpa possiede la peculiarità di rendere docili e mansueti, predispone a un atteggiamento tenero, sensibile e giocoso, risaltando l'aspetto del bambino interiore, e adatto sopratutto nei confronti di chi mostra appetiti sessuali esagerati. Gli gnomi dicono che incontrando una pecora occorre sperare che questa ti guardi in faccia e non mostri il posteriore. In ogni caso è bene fare tre inchini per aggraziarsela. Questo gesto dovrebbe portare molta fortuna
Mentre Ardusli e Sghela si amano come il primo giorno, ecco invece che una coppia di gnomi è prossima alla rottura: Sono i due gnomi, Sòstoffa e Tanimodi, fidanzati da appena 83 anni d'anni, esperti dediti allo studio degli eventi meteo. Lei gli rifilato un ceffone e poi ha gitrato i tacchi...per modo di dire e se n'è andata. E lui ha singhiozzando sbottato.” Ho ricamato l'orlo del mio dolore con il buio del tuo sentirmi. L'imbrunire di noi ha spezzato i cristalli di una speranza d'amore”
|
Gli gnomi fiammeggiano desideri |
|
|
|
|
FIAMMEGGIANDO DESIDERI.
L'utunno che avanza non deprime assolutamente gli gnomi. Anzi. E' fonte comunque di ispirazione, di novità, di golosità alla vita. La piccola Comunità trova sempre modo di autenticare la bontà dei progetti quotidiani fiammeggiando desideri.
Dice Ardusli: Sono attratto da ogni sorta di tempesta. “Prima o poi morirò in una di esse, e lo preferisco, piuttosto che spegnermi come una luce che non viene spenta dal vento dell'amore, ma è diventata stanca e sazia di sé come una fiaccola consumata dalla noia. Le passioni non si superano. Al limite si rimpiazzano. E meno male che abbiamo la volontà di ricominciare.
Oh, innanzitutto rivelo una piccola curiosità Ardusli stava gettando dei fogli sul focherello. Gli ho domandato : “Che fai?” E lui: “ Mah, sai,...ho trovato questo libricino l'altro giorno scritto da voi uomini. Come titolo c'era scritto “Cappuccetto Rosso. Benchè consumato sono riuscito a leggere alcune pagine. Inaudito, folle, assurdo, falso... Mi è venuto il nervoso e ora lo bruscio. Ma come fate a scrivere simili idiozie?”
Non ho potuto dargli torto.
Gioaen vin sò cuiè e mod truvè escregn dla pasion!” Non mi sono fatto pregare e l'ho raggiunto al villaggio. Lui, Gigin e Gagiet, mi hanno chiesto di accompagnarli su per un ripido sentiero. C'era lupo Fluk e l'allocco amico Somsveg. Cammina cammina, star dietro loro è una impresa, agili come sono, siamo arrivati alla soglia di una grotta, una porzione della foresta che gli gnomi chiamano “l'alba delle emozioni”. Qui, asseriscono gli gnomi, si attivano correnti di energia capaci di sciogliere anche il cuore più ostico, meno ricettivo. E' un posto dove si liberano il pensiero, i tabù, i territori, le barriere, la sensualità, l'amicizia, dove l'ipocrisia non attecchisce. Nel bosco se due esseri si amano, si amano e basta. Nessuno si arroca il diritto di fare opposizione e la sessualità etero e non, non ha colore, etichette, gabbie. Abbiamo varcato la soglia mimetizzata da rampicanti e edere e siamo entrati nella grotta battezzata come “Lo Scrigno della Passione.
Qui nascono i brividi d'amore più travolgenti. Qui gli gnomi esplodono di passione e lanciano i loro messaggi come si lancia un grido, un brivido di gioia, di sete o di fame. La passera scopaiola ci ha preceduti. Mantiene una sua postazione all'interno della grotta, perchè sa quanto è importante la sua presenza come stimolo alle coppie in crisi.
Ci aspettavano due giovani gnomi, Cincio e Tariza, di anni 318 lui e 300 tondi lei, ancora illibata, molto bruttina. Reduce e delusa da promesse di matrimonio secolari non mantenute dal fidanzato di allora, Uboldo, uno gnomino lappone che però ha preferito legarsi sentimentalmente con una gnomina del posto. Tariza si sente arida come una stella spenta. E così si è fatto avanti Cincio, vedovo da 50 anni. Preparati dalle vestali, ne stavano abbracciati e distesi sopra un un letto di petali di rosa canina. La rosa, simbolo di abnegazione affettiva, di solidarietà, di pulsioni erotiche, di ricrescita delle messi interiori.
Vestiti con l'accappatoio di canapa della cerimonia, color rosso vermiglio, tenuto caldo sui sassi bollenti dell'eros, e sotto nulla. Accanto a loro, ricavato da un pezzo di roccia, risaltava il blu cobalto dello scrigno della passione.
Ardusli si è avvicinato ai due giovani promessi. Con gesti lenti ed eleganti, lo gnomo anziano, guida spirituale della piccola Comunità, ha aperto lo scrigno. Un arsenale di fragranze e aromi si è diffuso nell'aria circostante. Era la piantina del Cimpomèi della passione che produce frutti una sola volta all'anno. Due frutti rossi e carnosi, come due lamponi, gli unici due frutti, destinati ai due fidanzati. “Tuliv!” Ardusli ha incoraggiato Cincio e Tariza ad assaggiare i due frutti. La loro palese espressione di meraviglia gustativa dava l'idea dell'effetto prodigioso.
Cincio guardava Tariza, forse la meno bella del villaggio, incantato e stupito con lo sguardo allucinato, tipico, per fare una similitudine, della mucca quando vede passare il treno. In quel momento fuoco e magma vulcanico si leggevano negli occhi degli gnomi voluttuosi. Li abbiamo lasciati soli, non prima di essere stati testimoni del bacio più intenso e partecipato mai visto. Tariza e Cincio si erano già fusi l'un l'altro, quando abbiamo lasciato la grotta. Gemiti e sospiri echeggiavano nella grotta della passione, accompagnando il nostro udito mentre lasciavamo il sito. Ancora una volta il Cimpomei ha compiuto la sua missione.
Tornati al al centro del villaggio ci aspettavano gli altri gnomi. Erano molto divertiti ed eccitati perchè finalmente hanno potuto festeggiare il fungo dello stupore. Gli gnomi l'hanno pesato. 7 kg di bontà. E' stato fatto a fettine, perchè si è amorevolmente concess. In cinque hanno menato di accetta, mentre bolliva il pentolone con le zaccoline, le speciali tagliatelle degli gnomi.
Ammirare lo stupore: Ammiriamo lo stupore che ci circonda. Soltanto così eviteremo di compiangerci. Di sfogliare continuamente le pagine del rimorso. Di indossare l'abito cencioso del rimpianto. Balziamo in piedi, prima di accorgerci con orrore che le nostre membra si sono intorbidite. Coraggio. Se è vero che a una lucertola ricresce un arto, è altrettanto vero che il cervello dispone di risorse infinite. Sfruttiamole!
E' stata Luce che guida piena di Novembre, e dunque gli gnomi si sono prodigati a salutarla e omaggiarla con alcune azioni, sempre fiammeggiando desideri. IL cielo offre piena scena allo sciame delle Tauridi, meteore da osservare in direzione della costellazione del Toro. E gli gnomi amano sedersi in circolo sulla panca torta del terrazzino dell'infinito. Mano nella mano fischiano tutti insiene all'unisono. E lo si fa osannando il momento della liberazione che sarebbe quello di agevolare lo spirito e la mente a liberarsi dalle onde che potrebbero ostacolare I desideri. Viene dunque vanificata ogni resistenza, repressione,che possano disturbare le azioni. Per facilitare il deflusso delle energie negative gli gnomi tengono sempre in tasca un bigliettino con la lista delle inibizioni da eliminare. Scrivono ciò che li disturba, che li ostacola o li deprime, e poi consegnano il bigliettino a un animale, scelto in base all'umore e alle aspettative. Ardusli ha scelto naturalmente la sua tartarughina preferita. Sghela ha invece scelto il formichiere.
Il momento dell'illuminazione ha lo scopo di infondere luce in tutte le parti del corpo, della mente e dello spirito, perchè siano pronte a incontrare il meglio. In questo modo tutte le energie luminose dell'essere saranno a disposizione.
In quel momento è atterrata un oca speciale, la Ganza Ciuffolina, depositaria e tutrice della
La pietra de bsogn: E anche chiamata la pietra dell'autostima. E' blu con riflessi rosati questa strana pietra ha dei poteri sorprendenti quando si tratta di prendere decisioni importanti e difficili. Durante il massimo fulgore della luna piena bisogna mettersi un pezzetto di pietra in bocca e concentrarsi profondamente sulla decisione da prendere. Soppeserete per cinque minuti, non uno di più, non uno di meno, gli aspetti positivi e negativi di tutte le possibilità. Dopo, vi toglierete il frammento di pietra dalla bocca e lo sistemerete in un luogo buio. Avrete allora le idee chiare e potrete scegliere la soluzione migliore al vostro problema.
|
Streghette e Zgudiboli in lotta con gli gnomi |
|
|
|
|
L'altra notte. Orfana dei suoni e versi consueti padroni della notte, la selva assomigliava a una vecchia dama abbandonata all'ospizio del silenzio. Un cielo nero ospitava la luce che Guida Nuova. Il focherello era acceso bello alto e Ardusli mi aspettava seduto su ceppo di betulla. Indossava l'impermeabilino di pelle di lontra passata a miglior vita, tipico look di quando c'è l'indagine in corso dei guantini a pois gialli e rossi. Sghela lo aspettava ai fornelli della memoria, ricavati da un anfratto della roccia che ripara dalle interperie. Stava cuocendo i cassoncini erotici dei ricordi, ripieni di rosole, le erbe della sinapsi godereccia. Molto importanti e determinanti ai fini dell'indagine. Ardusli a Sghela: “ Vorrei possedere l'eleganza di una lince sorpresa nel buio della notte a suonare una pianola con il solo movimento della coda.
|
|
Ultimo aggiornamento Lunedì 14 Novembre 2011 09:05 |
|
Leggi tutto... [Streghette e Zgudiboli in lotta con gli gnomi]
|
25 Ottobre. Gnomi, argomentando in festa |
|
|
|
|
Argomentando in festa.
Festa a sorpresa al villaggio. Ho incontrato Ardusli che stava dirigendo le foglie danzatrici, mentre dava il via al seminario ottobrino. Vestito con l'abito delle grandi occasioni, il frakettino giallorosso e la zanetta intarsiata del nonno Sganapin, vecchia di almeno 700 anni, ancora nuova, stava dirigendo le foglie danzatrici, al ritmo del Canterino delle foglie. In questi giorni si raccolgono le foglie per la produzione dei colori degli abiti anche in base all'umore e ai bisogni: le foglie di Colore Giallo: (dovuto al pigmento xantofilla) betulla, faggio, olmo, pioppo, salici ed alcuni aceri. Per avere conferme e mantenere l'equilibrio e l'armonia
|
|
Ultimo aggiornamento Lunedì 14 Novembre 2011 09:05 |
|
Leggi tutto... [25 Ottobre. Gnomi, argomentando in festa]
|
|
|
LA BORSA DEGLI GNOMI
Sono arrivato al villaggio e un silenzio imbarazzante mi ha accolto. Nessun rumore, soltanto il vento che si srotolava tra i rami. E tanti ululati...uuuhhhhhhuuuuhhh....e bramiti. Ci sono i cervi in amore. Una serata da brividi. E allora ho chiamato a gran voce lo gnomo. Arduuuusssllii. Ho chiamato ripetutamente lo gnomo, ma niente, nessuna risposta. Preoccupato mi sono guardato in giro e devo dire che li per lì mi sono un po' allarmato. Tutto sembrava sospeso a una ora precisa. I panni stesi sul filo, la carbonaia accesa e si notava ancora il fumo uscire dai condotti dei camini, attraverso i tronchi delle querce, segnale di una qualche recente attività. A parte un'invasione di grillini e di rospetti...stranamente ancora in giro, il nulla. Davanti all'ingresso di ogni casetta, appeso al trespolo dei panni, ho notato una borsa, una borsettina di pelle di cinghiale. Sembravano le tipiche borse della spesa, con la tasca esposta, fatte a zainetto. A un certo punto un rumore improvviso di ali. Era l'oca consolatrice in arrivo. E' l'alato predisposto a cancellare le delusioni. E' atterrato vicino ai miei piedi rigurgitando un bolo. Col becco l'ha spaccato e dentro c'era un bigliettino arrotolato. Ho sorriso immaginando subito fosse di Ardusli. “Gioaen, incu asèm intu labiroint de tartof! Va-dri me sgranacioun. Andem a zarchè la Fata dell'aglio fiorito”
In quel momento mi sono sentito toccare la caviglia. Era Sgranacioun, uno scoiattolino dalla pelliccia color amaranto, che mi stava sfregando le spore del licopodio, la piantina che sprigiona luce e scintille per vedere dove si mettono i piedi mentre si cammina. Questo stava a significare che dovevo effettivamente seguirlo. Partiti, avremo percorso 10 balzi di cerbiatto, non di più. A un certo punto, imboccato un sentiero, ci siamo trovati davanti a due alberi maestosi, due aceri meravigliosi, che facevano da sentinelle al lati del sentiero. Gli aceri sono denonimati gli alberi della vita, perchè trasformano in amido la linfa. E infatti a una altezza di pochi cm, erano inserite nel tronco le cannucce che pescano direttamente la linfa. Una volta raccolta viene bollita per far evaporare l'acqua ottenendo un caramello delizioso, utile a dolcificare, sopratutto le crèpes. C'era una pergamena appesa al tronco con la scritta : “incu gibo into”. Se riesci a vedere attraverso il buco, devi riuscirci anche a passare. Oltre. Parola di gnomo. Ardusli era lì ad aspettrami. Mi ha subito detto di quanto fosse preoccupato. Si, perchè risulta introvabile la Fata dell'aglio fiorito, grande quanto un unghia, vestita di un tutu color fuxia. E' la fata legata all'emozione di un distacco. Ardusli dice che a ogni distacco, che sia breve, o definitivo, si prova dolore, sollievo, indifferenza. Ecco allora che invocare la fatina dell'aglio fiorito aiuta a ricomporre lo stato d'animo a una condizione accettabile. oggi i miei chakra saltellano impazziti nutrendo l'inconsapevolezza della sinapsi
Oltrepassati gli aceri, ci siamo trovati nel bel mezzo di un labirinto: il labirinto del tartufo del pensiero- Sghela ci aspettava, in minigonna di organza blu cobalto, teneva in mano il cestino pieno di crèpes fumanti. “Prima di inoltrarci, dobbiamo mangiarle, ci aiuteranno nel percorso e sbrighiamoci, presto, presto, il tartufo del pensiero sta per partorire.” Sghela, agile e sicura, davanti a far strada e noi dietro a seguirla. In effetti siamo giunti appena in tempo. Il terreno muschiato iniziava a frigolare guardato a vista dal Ghiro canterino che quando non dorme canta a ogni novità che succede nel villaggio degli gnomi. Il tartufone del pensiero era nato per la gioia degli gnomi.
Gli gnomi sono davvero dei maestri a trattare i prodotti del bosco, perchè dalle noci ricavano l’olio per i condimenti e un profumato nocino; inoltre, col cuore della noce, il gheriglio, farciscono i fichi lasciati
essiccare una decina di giorni, aromatizzati con erbe e ripieni di mandorle. Le gnome nei mesi estivi preparano di buon grado i canestrelli di pasta di fico, una delizia al palato dei piccoli abitanti
del bosco.
Contro i soprusi e le delusioni, bisogna creare un tripolo: che sarebbe una figura geometrica con tre vie di fuga. Premunirsi di una scolapasta, di un pugno di farina, e di mazzo di fiori color arancio tipo la cosmea e la puzzolina. A forza di usurpare il fiato dell'attesa Ci specchiamo nel vetro del dispiacere. Scaglie. Punte. Briciole. Spille. Lamelle. Sanguinolenti. Conficcate nella tela dei sogni. Bucata di vibrazioni clandestine. E allora aziono il mio frullatore rilancino. Tramuto in spremuta. Trangugio e passo. Oltre. Gigin e Gagiet erano li pronti con la mastella della spremuta.
Ardusli sbottò: Spero che un alba d'amore spiri sulla mia pelle parole d'incanto e che dia prova di voluttuosa luce. Siedo fra le frasche di un tempio di sogno.
Siamo passati a trovare la Passera scopaiola nel nido al terzo piano del faggio. Si sono schiuse le uova e il bosco è in tripudio. Tanto è che il lupo fluk si è prodotto in capriole e Bilech, il mastro di musica ha dato il via alle musiche dei tamburelli e zufoli.
Sghela ha studiato nuove tecniche per migliorare la bellezza delle gnome "attempate" . Utilizza la pupu del tasso, la migliore in assoluto, la più speziata e fragrante che spesso racchiude ghiande ancora intatte. Trattandola sapientemente con l'acqua della fonte del frontello che spinge l'onda dell'ispirazione aggiungendo foglie macerate di erba micetta e tignamica, più estratti di belladonna e erba cavallina, si ottiene una maschera speciale da far invidia alle migliori beauty....
Ed ecco che una decina di allodole hanno iniziato a cantare, verso l'alba. Gli gnomi, da secoli, si tramandano la leggenda che trova riscontro nella realtà, secondo la quale l'uccello cela nel suo stomaco una pietra dalla prodigiosa virtù di preservare la vita degli abitanti del bosco, animali e piccoli popoli, dalle pestilenze e dalla rabbia, nonché dalle possessioni malefiche. A volte, l'allodola, di sua spontanea volontà vomita la pietra ai piedi di un eletto che dovrà impegnarsi a preservarla in un sacchettino di canapa imbevuto di una sostanza segreta, conosciuta soltanto agli gnomi. Oltre a ciò, è straordinario sapere che l'eletto, stringendo in mano la pietra gialla, verrà telepaticamente a conoscenza delle sue vite passate. L'allodola è considerata simbolo di bellezza e armonia, oltre che di letizia e di gioia primordiale. E le sue piume sono considerati talismani d'amore, capaci di sciogliere il cuore più ostico, meno ricettivo.
D'un tratto un esemplare si staccò dallo stormo planando ai piedi di Ardusli. Fecero tutti quanti un balzo, sbalorditi. L'allodola sgambettò facendo un giro intorno le caviglie del saggio anziano della Comunità, alzando e abbassando freneticamente la sua coda sensuale, come in una danza. Poi fece un inchino prima del rigurgito. Depositò una piccola pietra gialla ai piedi di Ardusli, infine spiccò il volo, recuperando la scia dello stormo in fuga.
|
|
|
|
Ultimo aggiornamento Mercoledì 05 Ottobre 2011 18:33 |
27 settembre 2011 L'Appello degli Gnomi |
|
|
|
|
L'APPELLO.
Vorrei dedicare la prossima stagione al tema della leggerezza dell'essere, pari a quella della farfalla.
Gli gnomi hanno lanciato questo auspicio, rincorrere la leggerezza contro i pensieri grevi e pingui. Ardusli dice che si deve non soltanto aspirare, ma credere, farsi tentare e raggiungerla, la leggerezza dell'essere che va custodita e nutrita. E poi bisogna combattere chi rifiuta di assaggiare. Sono d'accordo con lo gnomo: voglio adottare il culto dell'assaggio. Ardusli dice che prima di scartare e di rifiutare è bene annusare e poi assaggiare.
Incommensurabile periodo.
Somveg, l'allocco fidato, mi aspettava lungo il sentiero, in compagnia di Ardusli. Lo gnomo vestiva una palandrana di lana cardata color miele con i bottoni d'osso, molto elegante. Nei piedi calzava gli zoccoli autunnali di pregevole fattura. La barba pettinata. Sembra quasi ringiovanito. Come primo approccio mi ha accompagnato nel circolo ricreativo frequentato dai gechi scabrosi- il geco rappresenta l'adattabilità, la rigenerazione, la forza e la capacità di sopravvivenza: insegna all'uomo che per sopravvivere bisogna essere in grado di adattarsi ad ogni situazione e trovare sempre la forza di andare avanti. Rappresenta anche il tramite tra vita terrena e vita ultraterrena, è simbolo di salute e protezione e di amicizia imperitura, forse per via delle sue ventose che gli permettono di attaccarsi alle superfici (e, metaforicamente, alle persone). Insieme, gechi e gnomi, mano nella mano, si sono esibiti in una specie di tip.tap, una danza della pioggia a causa della prolungata siccità, altrimenti i frutti autunnali funghi e tartufi patiscono. Ed è di buon auspicio assistere alla partenza delle rondini che si producono in evoluzioni: e come per incanto, nell'aria rarefatta del crepuscolo, si è formato un cuore di rondini, e poi un altro e un altro ancora, in successione uno dentro l'altro, e infine la freccia di rondini che l'infilava tutti, a testimonianza del grande amore e affinità nei confronti del popolo degli gnomi.
Il ritorno degli gnomi. Gli ultimi a tornare al villaggio sono stati Gigin e Gagiet in compagnia delle sorelle Amlateg e Atladag. Erano un po' brille, si sono bevute una ampolla intera di idromele fermentato. Intendevano festeggiare finalmente la sua prima volta di Amlateng avvenuta in agosto alla veneranda età di 178 anni cullata dalle tiepide acque del laghetto afrodisiaco.. Con Daimò. Era ora!!!
Frenesie autunnali. Sono stati allestiti sotto il pero del perchè i gazebo olistici: seduti sui funghi pronto, si sosta e ci si rinfranca. Qui, la felicità dei sensi apre le prospettive dell'anima, coltivare gli istinti vitali, goderne appieno delle gioie che producono. Qui si coltiva la devozione delle emozioni. Abbiamo raggiunto Sghela che stava dandoci di buona lena nel pentolone della marmellata. La gonna le risaliva le cosce ad ogni movimento. In quel momento gli occhi di Ardusli si sono accesi e l'ho sentito sussurrare alla sua compagna: “Amore ho voglia di tuffarmi in te, nel tuo vortice energetico, per riemergere avvolto dalla felicità dei sensi. Accoglimi”
Tra un grufolare e un bramire siamo giunti alla Luna piena di settembre: Luna della Vendemmia, Luna dei Canti, Luna dei Cervi Scalpitanti, Luna della Raccolta, Luna delle Ghiande, Luna dei fruscii struggenti, luna aromatica. A volte i colori delle scelte si umiliano sperando che il cambio sia imminente.
Intanto, le altre gnome, vestite a mo di bacco, passavano con i cestini di vimini ci offrendo l'uva e le giuggiole. E quindi racconto l'usanza.
RITO DELL'ABBONDANZA e del benessere:
Prendiamo 3 chicchi di uva, o 3 ossi di giuggiola, frutto poliedrici e multifunzionali. Mangiamoli molto lentamente e assumiamo consapevolezza del vantaggio che apporta in noi. Gustiamoci la buccia, ricca di fibre importanti per il corretto transito intestinale e fonte di nutrimento per i nostri coinquilini batterici che risiedono nel colon e che contribuiscono in modo fondamentale al nostro benessere. Assaporiamone il gusto un po' acido, amaro e quasi allappante legato alla presenza dei tannini e del resvatriolo, sostanze antiossidanti naturali e potenti toccasana. Totale 3 semi: 3, numero magico che rimanda alla casa, alla famiglia, e alla terra.
Uniamo ai nostri semini della salvia pianta dall'elevato potere purificante per liberare il nostro ambiente da eventuali negatività e della belladonna che conferirà successo ai nostri intenti.
Prendiamo in seguito un foglietto di carta 3cm x3 cm e scriviamo da un lato la parola abbondanza e dall'altro lato la parola benessere. Mentre scriviamo pensiamo a cosa vorremmo per il realizzo di abbondanza e benessere. Arrotoliamo il nostro bigliettino e uniamolo agli altri elementi. Aggiungiamo un legnetto sul quale avremo inciso il nome di uno gnomo potente configurazione energetica;
Racchiudiamo il tutto in un pezzo di lino grezzo, cucendolo. Portiamo il sacchettino con noi o teniamolo vicino al letto, sulla scrivania, ricordando di tanto in tanto cosa contiene ripercorrendo i nostri desideri. Quando sentiremo che i benefici arrivano, lo bruceremo in un falò invernale e faremo in modo che la nostra preghiera dalla terra passi al cielo.
libero desideri dormienti, intrappolati dalle moine di una solitidine alchemica.
|
|
Ultimo aggiornamento Mercoledì 28 Settembre 2011 20:36 |
|
|