Increase Size Decrease Size Reset font to default

Frutti di bosco

PDF Stampa E-mail

Importantissimi per la dieta dello gnomo sono i frutti di bosco. Ci sono quelli classici: lamponi, more, mirtilli, e ce ne sono di meno noti ma altrettanto saporiti, come l'olivello, la corniola, il ginepro, il chichingero. Ci sono quelli veri, squisiti, e quelli falsi, tossici. Gli gnomi raccolgono solo quelli maturi al punto giusto: quelli acerbi sono aspri e poveri di sapore, quelli troppo maturi si deteriorano durante il trasporto. Lo gnomo utilizza per la raccolta un contenitore di vimini, foderato di foglie per mantenere intatti i frutti.

LAMPONI innanzitutto: succosi frutti vellutati e profumati, cari a Venere che li raccoglieva per i suoi amanti o per il figlio prediletto Enea; forse per questo a torto noti per secoli come frutti afrodisiaci. Ricchi di vitamina C, di glucosio, di sali di calcio e di acido salicilico, sono di gusto delicatissimo. E' rinomato il succo fermentato di lamponi delle mamme gnome, ma anche le crostate, i gelati e i sorbetti sono apprezzatissimi. Sabloina la gnoma, golosissima di questi frutti, durante la gravidanza ne ha mangiati una quantità esagerata, tant'è che correva spesso in bagno perchè colta da violenti spasmi.

Il MIRTILLO nero, il più comune e saporito, contiene tra l'altro gli antociani, preziosi pigmenti che proteggono i vasi sanguigni aumentandone permeabilità e resistenza; inoltre stimolano le capacità visive. Lo gnomo ne consuma quantità industriali, per aguzzare la vista durante i lavori notturni. Il mirtillo ha notevoli proprietà antisettiche e antibatteriche, e non si altera con il calore: ecco perchè le marmellate di mirtillo sono preziose e si conservano a lungo, anche se preparate con poco zucchero. Le MORE contengono antociani, oltre alla vitamina C, sali di manganese e acidi organici. Sono considerate lassative, nutrienti e dissetanti. Anche questi frutti sono utilizzati in cucina per la preparazione di infusi, per le tossi infantili degli gnomini, infine per fare dolci e crostate.

Il SAMBUCO, pianta misteriosa e ambigua, viene utilizzato dagli gnomi per tingere i tessuti e in medicina per combattere le malattie da raffreddamento. Il sambuco nero, più pregiato, si presta per marmellate squisite, sorbetti e dolci di vario genere. La marmellata lassativa di sambuco nero, con susine tardive e frutti di finocchio polverizzati, è il fiore all'occhiello della mamma gnoma, che la prepara solo per eventi speciali.

La CORNIOLA è un frutto ovale, lucido, carnoso, e matura in estate. Lo gnomo la raccoglie quando la polpa è morbida e cede al tatto; ottima in insalate fresche e marmellate.

Il CHICHINGERO si raccoglie in Agosto; si usa la bacca per i disturbi reumatici e dell'apparato urinario.

La ROSA CANINA è la pianta tra le preferite dello gnomo. Infatti viene sovente utilizzata per un'infinità di applicazioni, sia culinarie che curative. Le macedonie sono gustose, nutrienti e ricche di vitamine, poiché di solito le bacche si consumano appena colte. I decotti e gli impacchi sono utilizzati dalle gnome per le cure di bellezza, e gli infusi stimolano la digestione, contro la stipsi.

Naturalmente gli gnomi sono molto accorti nel riconoscere i frutti buoni da quelli falsi e tossici, capaci di provocare disturbi gravi, talvolta letali. Con tutto questo ben di Dio gli gnomi sono da invidiare, perchè a casa loro non manca proprio nulla. Le gelatine, le confetture con pezzi frutta interi, le polpe per preparare dolci, gelati e creme per integrare lo yogurt. Alcuni frutti che si prestano molto bene alla preparazione di enoliti, per aromatizzare aceti, infusi e grappe. La fantasia degli gnomi nell'utilizzare e cucinare i prodotti di madre natura ha dell'incredibile. Io ho potuto gustare ed apprezzare il loro modo di cucinare e presentare i cibi in tante occasioni, e vi garantisco che sono ottimi chef.

 

Le erbe

PDF Stampa E-mail

Gli gnomi conoscono gli unguenti che fanno volare, stare bene e sognare; Ardusli me ne ha fatto un ampio resoconto. Grazie alla loro profonda conoscenza del mondo vegetale e animale, gli gnomi sono in grado di curare il corpo e lo spirito.

L'Aconito: è una pianta straordinaria, una ranuncolacea che cresce in montagna. Contiene un alcaloide estremamente velenoso, l'aconitina, che ha la proprietà di paralizzare le terminazioni nervose facendo perdere la sensibilità tattile superficiale e profonda. Spalmandosi il corpo con l'unguento di aconito, si ha la sensazione di levitare, di camminare sopra le nuvole, come un soffio di vento.

La Digitale: delle scrofuriacee (Digitalis Purpurea) che, grazie ai suoi principi attivi, è in grado di regolarizzare l'attività cardiaca. L'erba diventa assai preziosa durante i lavori che necessitano di un sforzo prolungato, come il raccogliere la legna per la scorta della casa.

La "Belladonna" è un'altra pianta magica, nelle cui foglie e radici si trovano due alcaloidi, l'atropina e la scopolamina, capaci di bloccare gli spasmi muscolari e di rallentare l'ipersecrezione gastrica; è efficace quindi contro le gastriti e l'ulcera. A dosi eccessive, però, si trasforma in un veleno capace di produrre dapprima un'eccitazione psicomotoria, poi allucinazioni visive e auditive. Ardusli mi ha confessato che, durante l'anno, la gnoma attraversa periodi di svogliatezza a far l'amore, e così il compagno le propina, a sua insaputa, qualche goccia di belladonna, ridonandole tonicità e voglia di far sesso.

Agnocasto: ha proprietà calmanti e viene utilizzato in pozioni sopratutto dalle gnome. Anzi, a tal proposito, alcune gnome mi hanno confidato che per calmare i bollori dei compagni, talvolta somministrano loro, di nascosto, un pizzico d'essenza di agnocasto nel minestrone, con l'immediato effetto di "addormetare" l'organo genitale maschile, perchè altrimenti lo gnomo intraprendente non darebbe loro tregua.

"Stramonio" ha proprietà allucinogene, legate alla presenza di atropina, sostanza questa che può produrre un delirio simile alla schizofrenia. Assunto invece in dosi piccole è un ottimo sedativo, e lo gnomo lo utilizza principalmente per curare gli animali feriti.

Vi sono piante che hanno una forte virtù terapeutica: larosa canina: riconoscibile per i suoi fiori a cinque petali, bianchi o rosa pallido, e la calendula (Calendula officinalis), dai fiori giallo-arancio. Le bacche di rosa canina, secondo una antica leggenda, rendono immuni dalle malattie chi le assaggia . Tuttavia se ciò non dovesse corrispondere al vero, sono comunque capaci di curare il raffreddore perchè contengono tanta vitamina C. Infatti ne bastano 100 grammi, equivalenti a un chilo di limoni. La calendula: pianta meravigliosa che contiene un succo fresco prodotto dai fiori, utilizzato come balsamo miracoloso per le ustioni, mentre l'olio è efficace contro gli strappi muscolari.

La coda cavallina: contro il deterioramento dei denti e contro le carie, gli gnomi raccolgono la coda cavallina, (Equisetum arvense), una pianta che si trova d'estate sui prati umidi. La sua efficacia è dovuta all'elevato contenuto di sali minerali, in particolare il silicio, e il suo infuso rinforza i denti malati, i capelli e le unghie fragili, ed è un toccasana per la pelle impura. Ciò detto, si capisce perchè gli gnomi la ritengano fondamentale, in previsione della loro lunga vita.

L'ortica: grazie al suo contenuto di acetilcolina e di istamina, si rivela uno dei migliori medicamenti per i capelli, regolandone la secrezione sebacea. Funziona ottimamente come depurativo, e due volte all'anno, in primavera e in autunno, gli gnomi bevono un succo fresco di ortica, sia per rimuovere le scorie invernali, che per affrontare l'imminente freddo dell'inverno.

La malva: le sue virtù sono invece legate alla presenza di mucillagini, che esercitano un'azione emolliente e lenitiva nelle infiammazioni della cute e delle mucose di stomaco, intestino e vie respiratorie. Calma e predispone al dialogo. Lo gnomo sta ben attento però a non far bollire l'infuso, per non distruggerne tutte le proprietà curative. Le foglie della malva devono macerare per almeno quattro ore, nell'acqua fredda.

Il timo selvatico (Thimus serpillum): portentoso, un piccolo arbusto che si raccoglie in estate, i cui principi attivi sono timolo e resine. Alle prime avvisaglie di un robusto raffreddore e di una tosse secca, lo gnomo fa un bel bagno caldo a base di timo, seguito da infuso di erba appena colta. Il sollievo è immediato. Per curarsi dai reumatismi, effettua dei massaggi con olio.

L'Achillea: fondamentale e preziosa, viene utilizzata dagli gnomi sopratutto durante gli equinozi e i solstizi. Sui carboni e sulle pietre bollenti gli gnomi mettono a bruciare la polvere di achillea, per accattivarsi il tempo atmosferico, in un connubio tra terra e cielo. Il profumo straordinario di questa pianta ricompone i contrari, equilibra interno ed esterno, alto e basso, ed è adatto per i periodi della vita in cui bisogna confrontarsi con i cambiamenti.

La Verbena: assunta in infusi dagli gnomi facilita le visioni profetiche. E' un tonico per i nervi, un antistress e antiemicranico. Inoltre aumenta la portata lattea delle madri che allattano, ma vietata durante la gravidanza.

IlGelsomino: La regina della notte è comunque la pianta del gelsomino, i cui fiori bianchi come la luna spandono il loro inebriante profumo fino ai meandri dell'anima. Le gnome portano sempre una collana intrecciata di questi magnifici fiori, perchè l'essenza rende euforici, aiuta a ritrovare se stessi nei rapporti interpersonali e favorisce l'espressione libera della sessualità.

Agrifoglio: pianta sempreverde, protagonista assoluta del solstizio invernale nel villaggio degli gnomi. E' considerata beneaugurante, una promessa reale della rinascita della natura quando ancora regnano il gelo e il silenzio. L'infuso delle foglie, astringenti e toniche, è sudorifero e antifebbre. Protegge dagli stati di gelosia acuta, dall'aggressività esplicita, dalla rabbia, dall'invidia, dal desiderio di vendetta.

La Rosa: La rosa simboleggia il fiore di Afrodite, è abbinata alla regione del cuore, libera dalle sofferenze dell'anima, consola la tristezza e apre all'amore, quello vero (senza pretese), facilita i rapporti d'amicizia e la solidarietà. La rosa è ideale conforto per tutti coloro che hanno perso o visto allontanarsi una persona amata e non hanno ancora superato il dolore. Può addirittura in taluni casi avvicinare il divino. La rosa ha il profumo della purezza e la sua essenza è afrodisiaca perchè stimola la sensualità di chi ne fa uso.

Ultimo aggiornamento Lunedì 05 Settembre 2011 16:57
 

Le piante

PDF Stampa E-mail

Ogni volta che raggiungo il villaggio degli gnomi, mi apposto sempre in un punto preciso, sotto le chiome delle due "sorelle". Così ho battezzato le due querce maestose cresciute una di fianco all'altra, due tronchi uniti nell'intreccio delle radici e protesi verso il cielo nell'abbraccio fraterno, in un groviglio di rami e di fronde fino a confondersi. Da questo punto strategico, a quattro salti di daino dal centro della radura, sul dosso che sovrasta il villaggio, si ha un'ottima visuale di tutto ciò che succede al campo, senza causare troppo disturbo agli gnomi. Gli alberi degli gnomi non hanno età perchè offrono i loro servigi alla Selva da sempre; l'albero maestoso, che sia faggio o quercia o di altra specie, forse da mille, duemila o più anni, ripete se stesso, raccontando ai mortali di ogni tempo l'infinita corsa delle stagioni. Il suo aspetto e la sua mole ridimensionano la protervia di noi uomini e ci fanno comprendere come la provvisorietà, l'inconsistenza e l'effimero siano la nostra prerogativa, mentre lui appare eterno, colossale, amorevole e incorruttibile.

La quercia: è la regina del bosco e viene piantata quando nasce una gnoma che si identificherà in essa per tutta la durata della sua lunga vita. Imparerà le regole e i ritmi di vita del villaggio sotto la quercia natale e anche l'eventuale matrimonio sarà celebrato con il benestare dell'albero alla mezzanotte di una notte di luna piena. Sotto la quercia natale viene preparata la buca che accoglierà la casa dei futuri sposi servita da un cunicolo orrizontale e poi verticale che sfocia all'esterno attraverso la radice di un altro albero.

Il faggio: E' l'albero della medicina. Gli gnomi operano chirurgicamente gli animali sotto l'albero dalla folte chioma e procedono alla ecografia delle gnomette in stato interessante. L'albero assume anche una valenza importante dal punto di vista dell'inquinamento atmosferico e agisce come una sorta di imbuto vegetale nei confronti della pioggia e della nebbia. Gli gnomi, grazie alle sue peculiari caratteristiche, riescono a valutare la presenza di inquinamento da precipitazioni acide e da metalli pesanti, analizzando il terreno sottostante l'albero.

La betulla: L'albero luminoso con la sua corteccia bianco-argentea ricorda l'eleganza e lo splendore della luna. Viene considerato dagli gnomi come la Dea dispensatrice del divino nettare, la linfa, e rappresenta la Rinascita, l'Ascensione, e viene scelto dallo gnomo sciamano quando deve interrogare gli Spiriti degli antenati. Ardusli e gli altri gnomi, seduti a formare un circolo a gambe incrociate, accendono un focherello con legni di carpino al centro della radura. Completamente nudi, vestiti di sola rugiada in segno di distacco e purezza, agitano per aria ramoscelli di betulla. L'albero è considerato cosmico e sacro, perchè regge il mondo e grazie al quale si può ascendere al cielo o discendere negli inferi. Questo gesto è necessario per sconfiggere gli influssi malefici. Inoltre assume grande importanza per scacciare il vecchio e far posto al nuovo. Come secondo atto, insieme bevono una pozione ricavata dalla spremitura di porzioni di corteccia, sempre di betulla. Intorno al cerchio magico gli gnomi posizionano i sassi resi bollenti dal fuoco, sopra i quali posano le scorze di fico imbevute di verbena per favorire l'incanto e la luccicanza. In mano, l'inseparabile ametista rossa che dona chiarezza di idee.

L'abete rosso: è l'albero della speranza. Gli gnomi nelle notti di luna nuova scrivono sui foglietti di radice gli auspici e i desideri, poi, legati con lo spago, li consegnano alle civette che fanno il nido tra le fronde dell'abete. A seconda dell'intonazione dei loro canti gli gnomi capiscono se l'albero li ha accolti oppure rifiutati.

 

Gli gnomi e gli animali

PDF Stampa E-mail
I suoni degli animali (clicca sui link per ascoltarne il suono)

la passera scopaiola la gazza ladra
la cutrettola il canto del rospo ostetrico 
ecco il verso di un uccellino interessante amico degli gnomi: schiribilla uccello porciglione


Il rapporto tra gnomi e animali è inscindibile, un feeling strettissimo, viscerale. L'abilità con cui lo gnomo medico e chirugo cura gli animali mostrando tutta la sua intelligenza è starordinaria. Li opera, se necessita, li accudisce, li salva. A volte, si prende cura degli uccellini orfani per affidarli a coppie senza figli, rallegrando il loro nido. Infatti, capita purtroppo di sovente che i genitori rimangano invischiati nelle sostanze appiccicose sparse appositamente dai cacciatori di frodo sul sorbo degli uccellatori, il prediletto di passeri e tordi.




Oltre a ciò lo gnomo libera dal micidiale morso delle tagliole chi sfortunatamente vi sia incappato, rischiando l'arto e la vita stessa.. Nel suo infinito amore, lo gnomo allevia le sofferenze di tutti gli animaletti malati quando non resta più nulla da fare, somministrando loro un pò di gocce d'oppio, per lenire almeno il dolore durante il trapasso. Per questo gli animali di buon grado accettano da fare tutto quello che lo gnomo chiede.

 
 
a
forest2.jpg