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Gli gnomi conoscono gli unguenti che fanno volare, stare bene e sognare; Ardusli me ne ha fatto un ampio resoconto. Grazie alla loro profonda conoscenza del mondo vegetale e animale, gli gnomi sono in grado di curare il corpo e lo spirito.
L'Aconito: è una pianta straordinaria, una ranuncolacea che cresce in montagna. Contiene un alcaloide estremamente velenoso, l'aconitina, che ha la proprietà di paralizzare le terminazioni nervose facendo perdere la sensibilità tattile superficiale e profonda. Spalmandosi il corpo con l'unguento di aconito, si ha la sensazione di levitare, di camminare sopra le nuvole, come un soffio di vento.
La Digitale: delle scrofuriacee (Digitalis Purpurea) che, grazie ai suoi principi attivi, è in grado di regolarizzare l'attività cardiaca. L'erba diventa assai preziosa durante i lavori che necessitano di un sforzo prolungato, come il raccogliere la legna per la scorta della casa.
La "Belladonna" è un'altra pianta magica, nelle cui foglie e radici si trovano due alcaloidi, l'atropina e la scopolamina, capaci di bloccare gli spasmi muscolari e di rallentare l'ipersecrezione gastrica; è efficace quindi contro le gastriti e l'ulcera. A dosi eccessive, però, si trasforma in un veleno capace di produrre dapprima un'eccitazione psicomotoria, poi allucinazioni visive e auditive. Ardusli mi ha confessato che, durante l'anno, la gnoma attraversa periodi di svogliatezza a far l'amore, e così il compagno le propina, a sua insaputa, qualche goccia di belladonna, ridonandole tonicità e voglia di far sesso.
Agnocasto: ha proprietà calmanti e viene utilizzato in pozioni sopratutto dalle gnome. Anzi, a tal proposito, alcune gnome mi hanno confidato che per calmare i bollori dei compagni, talvolta somministrano loro, di nascosto, un pizzico d'essenza di agnocasto nel minestrone, con l'immediato effetto di "addormetare" l'organo genitale maschile, perchè altrimenti lo gnomo intraprendente non darebbe loro tregua.
"Stramonio" ha proprietà allucinogene, legate alla presenza di atropina, sostanza questa che può produrre un delirio simile alla schizofrenia. Assunto invece in dosi piccole è un ottimo sedativo, e lo gnomo lo utilizza principalmente per curare gli animali feriti.
Vi sono piante che hanno una forte virtù terapeutica: larosa canina: riconoscibile per i suoi fiori a cinque petali, bianchi o rosa pallido, e la calendula (Calendula officinalis), dai fiori giallo-arancio. Le bacche di rosa canina, secondo una antica leggenda, rendono immuni dalle malattie chi le assaggia . Tuttavia se ciò non dovesse corrispondere al vero, sono comunque capaci di curare il raffreddore perchè contengono tanta vitamina C. Infatti ne bastano 100 grammi, equivalenti a un chilo di limoni. La calendula: pianta meravigliosa che contiene un succo fresco prodotto dai fiori, utilizzato come balsamo miracoloso per le ustioni, mentre l'olio è efficace contro gli strappi muscolari.
La coda cavallina: contro il deterioramento dei denti e contro le carie, gli gnomi raccolgono la coda cavallina, (Equisetum arvense), una pianta che si trova d'estate sui prati umidi. La sua efficacia è dovuta all'elevato contenuto di sali minerali, in particolare il silicio, e il suo infuso rinforza i denti malati, i capelli e le unghie fragili, ed è un toccasana per la pelle impura. Ciò detto, si capisce perchè gli gnomi la ritengano fondamentale, in previsione della loro lunga vita.
L'ortica: grazie al suo contenuto di acetilcolina e di istamina, si rivela uno dei migliori medicamenti per i capelli, regolandone la secrezione sebacea. Funziona ottimamente come depurativo, e due volte all'anno, in primavera e in autunno, gli gnomi bevono un succo fresco di ortica, sia per rimuovere le scorie invernali, che per affrontare l'imminente freddo dell'inverno.
La malva: le sue virtù sono invece legate alla presenza di mucillagini, che esercitano un'azione emolliente e lenitiva nelle infiammazioni della cute e delle mucose di stomaco, intestino e vie respiratorie. Calma e predispone al dialogo. Lo gnomo sta ben attento però a non far bollire l'infuso, per non distruggerne tutte le proprietà curative. Le foglie della malva devono macerare per almeno quattro ore, nell'acqua fredda.
Il timo selvatico (Thimus serpillum): portentoso, un piccolo arbusto che si raccoglie in estate, i cui principi attivi sono timolo e resine. Alle prime avvisaglie di un robusto raffreddore e di una tosse secca, lo gnomo fa un bel bagno caldo a base di timo, seguito da infuso di erba appena colta. Il sollievo è immediato. Per curarsi dai reumatismi, effettua dei massaggi con olio.
L'Achillea: fondamentale e preziosa, viene utilizzata dagli gnomi sopratutto durante gli equinozi e i solstizi. Sui carboni e sulle pietre bollenti gli gnomi mettono a bruciare la polvere di achillea, per accattivarsi il tempo atmosferico, in un connubio tra terra e cielo. Il profumo straordinario di questa pianta ricompone i contrari, equilibra interno ed esterno, alto e basso, ed è adatto per i periodi della vita in cui bisogna confrontarsi con i cambiamenti.
La Verbena: assunta in infusi dagli gnomi facilita le visioni profetiche. E' un tonico per i nervi, un antistress e antiemicranico. Inoltre aumenta la portata lattea delle madri che allattano, ma vietata durante la gravidanza.
IlGelsomino: La regina della notte è comunque la pianta del gelsomino, i cui fiori bianchi come la luna spandono il loro inebriante profumo fino ai meandri dell'anima. Le gnome portano sempre una collana intrecciata di questi magnifici fiori, perchè l'essenza rende euforici, aiuta a ritrovare se stessi nei rapporti interpersonali e favorisce l'espressione libera della sessualità.
Agrifoglio: pianta sempreverde, protagonista assoluta del solstizio invernale nel villaggio degli gnomi. E' considerata beneaugurante, una promessa reale della rinascita della natura quando ancora regnano il gelo e il silenzio. L'infuso delle foglie, astringenti e toniche, è sudorifero e antifebbre. Protegge dagli stati di gelosia acuta, dall'aggressività esplicita, dalla rabbia, dall'invidia, dal desiderio di vendetta.
La Rosa: La rosa simboleggia il fiore di Afrodite, è abbinata alla regione del cuore, libera dalle sofferenze dell'anima, consola la tristezza e apre all'amore, quello vero (senza pretese), facilita i rapporti d'amicizia e la solidarietà. La rosa è ideale conforto per tutti coloro che hanno perso o visto allontanarsi una persona amata e non hanno ancora superato il dolore. Può addirittura in taluni casi avvicinare il divino. La rosa ha il profumo della purezza e la sua essenza è afrodisiaca perchè stimola la sensualità di chi ne fa uso.
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