Massime Gnomesche
Nelle ultime settimane ho risalito sempre più spesso i pendii dell'Appennino,
con l'intento di parlare ai miei piccoli amici, di partecipare agli eventi.
Che adorabili sensazioni provo andando incontro alla vegetazione intricata,
al silenzio del crepuscolo e al melodioso canto degli uccelli. Rimango stupefatto
dal volo improvviso e radente del colombaccio che mi sfiora il viso con un
secco rumore d'ali, e più in alto, cento, forse mille uccelli sembrano prendersi
gioco di me con roche risate.
Spesso mi accoglie una luna verginale, ricurva e bianca come la base dell'unghia
che, con mestiere antico, risale la china del cielo, e io, tutto arruffato,
impolverato ed eccitato, aspetto che lo gnomo esca di casa al tramonto, per
vederlo trafficare operoso nelle sue solite mansioni quotidiane.
Mi avvicino al calore delle braci accumulate sotto un sottile strato di cenere,
pronte a rivivere antichi splendori col soffio leggero o col tocco di una
mano amica, la mia o quella di Ardusli. La brace non rimane mai sola troppo
a lungo e, al risveglio degli gnomi è accompagnata da flauti, tamburelli,
arpe e torce che riempiono lo spazio vegetale di luci e di suoni Accanto ai
tizzoni ardenti prima che la notte sbiadisca al giorno, tante volte mi sono
deliziato ascoltando il grande filosofo Ardusli.
Ecco alcuni suoi pensieri vegani:
I lager piombati viaggianti che ospitano animali torturati, agonizzanti per
fame e per sete hanno ispirato le peggiori dittature.
Gli animali ragionano, parlano, soffrono. E allora perchè l'uomo è così crudele
nei loro confronti?
Chi non mostra bontà di cuore verso gli animali come potrà essere sensibile
nei confronti dei suoi simili?
Finchè gli animali saranno tenuti in gabbia esisteranno le prigioni per gli
umani.
L'uomo ama i fiori e li strappa dal loro habitat naturale. L'uomo ama gli
animali e se li mangia.
Uomo, ti prego, non amarmi.
Ma tu uomo sei proprio sicuro che per sostenerti hai bisogno di fare strage
di animali e mangiarteli?
E che la terra non sia provvida ugualmente offrendoti l'alternativa?
Un cinghiale o una capra o un piccione che giace morto sul terreno è considerato
carcassa. La stessa carcassa trattata nei mattatoi dall'uomo si chiama cibo.
Quale follia e quale assillo spinge l'uomo a essere brutale con gli animali,
da dove deriva la sua sete di sangue, egli che dispone di tutto? Finchè l'uomo
distruggerà con ferocia anche la più insignifivante forma di vita minerà la
sua stessa salute.
La caccia è una sporca guerra vigliacca. L'uomo la considera uno sport, mentre
se un uomo viene sbranato dalla belva, l'opinione comune è considerare ciò
un atroce ferocia.
Sii empatico nei confronti degli animali e riceverai in dono nobili virtù.
Vuoi mangiare carne? E allora sii coerente. Strappa la carne del povero animale
con i denti. Affonda la testa nelle budella fumanti, intingi la lingua nel
sangue ancora caldo...ingozzati e dissetati.
Ecco, se riesci a fare questo allora dimostri di essere un vero carnivoro.
E' macabro sedersi a tavola e mangiarsi i morti facendo felici i bracconieri.
Verrà il giorno che l'animale userà l'uomo come cavia solo per dimostrargli
quanto amore nutre per lui.
L'uomo divora l'animale come ricompensa dei servigi che gli rende.
Quando mangi carne a tavola, non chiedere cosa mangi, ma chi! Quando un essere
umano uccide un animale per mangiarlo rinnega l'aspirazione alla giustizia.
La misericordia che l'uomo pretende per sè non manifestandola al regno animale
gli pregiudica la misericordia di Geos.
E' bello sedersi a tavola senza il rimorso di digerire l'anima di un essere
vivente.
Noi gnomi parliamo con gli animali. Essi parlano con noi e ci conosciamo gli
uni con gli altri. Se non parli con loro non potrai conoscerli, e ciò che
non si conosce fa paura. E' per questo che l'uomo li distrugge? Perchè li
teme? Pensate a quanta energia produce una ghianda sotterrata.
Quale meravigliosa forza della natura scaturisce dal seme. Mentre niente può
nascere da un animale ucciso e sotterrato, solo decomposizione e putridume.
L'uomo violento legherà il proprio destino a quello delle sue vittime.
Sono centinaia di anni che spiego alla civetta che l'uomo non porta male.
Ancora non ci crede!
L'unico antidoto contro il male d'amore è un nuovo amore.
E' così breve la felicità che non faccio tempo ad amarla.
Amare è la metà di credere, l'altra metà è odiare.
Almeno una volta nella vita capita di amare e di essere amati allo stesso
tempo. Per fortuna dura poco.
Se desideri l'amore fai come l'albero pronto a sfidare le più terribili tempeste.
Quando ci si innamora l'intelletto va in vacanza.
Non c'è scampo. Anche se non ami prima o poi verrai amato.
Il seme d'amore si concima con l'autostima.
Terminato un grande amore tutto diventa insipido, l'aria, i colori, il cibo.
Saggio è colui, finchè crede di sapere poco e ascolta molto.
Se sei disinteressato, sarai eterno, ma se sarai interessato al bene altrui,
sarai eterno ugualmente.
Ciò che dentro siamo, fuori appariamo, poichè la legge del nostro essere non
può tradursi altrimenti..
Umile e ignorato, contemplo l'aurora attraverso una ragnatela di rugiada,
come un arcobaleno.
Chi si accontenta di essere, è felice. Ma se lui ancora non lo sa, forse è
bene ricordarglielo.
Un sorriso, è una finestra di luce sul mondo, una risata a crepapelle un intero
panorama .
E' meglio vivere nell'ombra e intravedere la luce che verrà, che vivere di
riflesso.
Molti sono interessati alle cose finchè le desiderano, non perchè le ammirano.
Meditare è liberarsi del conosciuto. Non sempre è piacere, perchè chi prova
solo questo, tende a dividere e separare.
Ciò che spesso ci turba, non sono le cose che si fanno, ma le opinioni che
ne derivano.
Dunque la filosofia è al centro della vita degli gnomi, così pure la poesia.
Una volta chiesi ad Ardusli: Perchè voi gnomi siete così piccoli? E lui rispose:
vedi Gioaen, noi siamo così piccoli perchè il sangue possa arrivare prima
al cervello e perchè quelli alti, quelli veramente alti, nel momento in cui
si accorgono di non essere piccoli, cadono in depressione.E noi piccoli lo
facciamo meglio, l'amore. La gravità ci aiuta.
Detti Gnomeschi
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