Ardusli ed il mondo degli gnomi fate elfi e streghe

Le piante

Ogni volta che raggiungo il villaggio degli gnomi, mi apposto sempre in un punto preciso, sotto le chiome delle due "sorelle". Così ho battezzato le due querce maestose cresciute una di fianco all'altra, due tronchi uniti nell'intreccio delle radici e protesi verso il cielo nell'abbraccio fraterno, in un groviglio di rami e di fronde fino a confondersi. Da questo punto strategico, a quattro salti di daino dal centro della radura, sul dosso che sovrasta il villaggio, si ha un'ottima visuale di tutto ciò che succede al campo, senza causare troppo disturbo agli gnomi. Gli alberi degli gnomi non hanno età perchè offrono i loro servigi alla Selva da sempre; l'albero maestoso, che sia faggio o quercia o di altra specie, forse da mille, duemila o più anni, ripete se stesso, raccontando ai mortali di ogni tempo l'infinita corsa delle stagioni. Il suo aspetto e la sua mole ridimensionano la protervia di noi uomini e ci fanno comprendere come la provvisorietà, l'inconsistenza e l'effimero siano la nostra prerogativa, mentre lui appare eterno, colossale, amorevole e incorruttibile.

La quercia: è la regina del bosco e viene piantata quando nasce una gnoma che si identificherà in essa per tutta la durata della sua lunga vita. Imparerà le regole e i ritmi di vita del villaggio sotto la quercia natale e anche l'eventuale matrimonio sarà celebrato con il benestare dell'albero alla mezzanotte di una notte di luna piena. Sotto la quercia natale viene preparata la buca che accoglierà la casa dei futuri sposi servita da un cunicolo orrizontale e poi verticale che sfocia all'esterno attraverso la radice di un altro albero.

Il faggio: E' l'albero della medicina. Gli gnomi operano chirurgicamente gli animali sotto l'albero dalla folte chioma e procedono alla ecografia delle gnomette in stato interessante. L'albero assume anche una valenza importante dal punto di vista dell'inquinamento atmosferico e agisce come una sorta di imbuto vegetale nei confronti della pioggia e della nebbia. Gli gnomi, grazie alle sue peculiari caratteristiche, riescono a valutare la presenza di inquinamento da precipitazioni acide e da metalli pesanti, analizzando il terreno sottostante l'albero.

La betulla: L'albero luminoso con la sua corteccia bianco-argentea ricorda l'eleganza e lo splendore della luna. Viene considerato dagli gnomi come la Dea dispensatrice del divino nettare, la linfa, e rappresenta la Rinascita, l'Ascensione, e viene scelto dallo gnomo sciamano quando deve interrogare gli Spiriti degli antenati. Ardusli e gli altri gnomi, seduti a formare un circolo a gambe incrociate, accendono un focherello con legni di carpino al centro della radura. Completamente nudi, vestiti di sola rugiada in segno di distacco e purezza, agitano per aria ramoscelli di betulla. L'albero è considerato cosmico e sacro, perchè regge il mondo e grazie al quale si può ascendere al cielo o discendere negli inferi. Questo gesto è necessario per sconfiggere gli influssi malefici. Inoltre assume grande importanza per scacciare il vecchio e far posto al nuovo. Come secondo atto, insieme bevono una pozione ricavata dalla spremitura di porzioni di corteccia, sempre di betulla. Intorno al cerchio magico gli gnomi posizionano i sassi resi bollenti dal fuoco, sopra i quali posano le scorze di fico imbevute di verbena per favorire l'incanto e la luccicanza. In mano, l'inseparabile ametista rossa che dona chiarezza di idee.

L'abete rosso: è l'albero della speranza. Gli gnomi nelle notti di luna nuova scrivono sui foglietti di radice gli auspici e i desideri, poi, legati con lo spago, li consegnano alle civette che fanno il nido tra le fronde dell'abete. A seconda dell'intonazione dei loro canti gli gnomi capiscono se l'albero li ha accolti oppure rifiutati.