Ardusli ed il mondo degli gnomi fate elfi e streghe

Le fate

Gli gnomi sono molto amici delle Fate, fin dalla notte dei tempi. Si supportano a vicenda, collaborando insieme a mantenere il più possibile l'equilibrio all'interno dei regni della natura. Godono del supporto degli Spiriti Elementari. Ho letto da qualche parte che esistono più tipi di Fate. Non è vero. La Fata è una sola. Suddividerle per caste, accostarle ai vari elementi d'aria, di terra, d'acqua, di fuoco, come alcuni sostengono, non è corretto. Le Fate non assumono forme diverse a seconda dell'ambiente in cui vivono. Il loro regno non appartiene a una zona geografica ben definita, le Fate amano il verde e il silenzio, la natura incontaminata. Io ho avuto il privilegio d'incontrarle numerose volte, anche se tardi, rispetto alle mie decennali frequentazioni nella Selva. E' successo molti anni dopo che tutti nel bosco conoscevano già il mio affannato incedere. Esserini e animali sono abituati alla mia ingombrante presenza. A volte penso di essere io stesso uno gnomo piuttosto che un elfo, e non mi sorprenderei se un giorno, svegliandomi da un sogno, mi ritrovassi nei panni di uno di loro, perfettamente a mio agio e tranquillamente integrato in una famigliola tipo. Quando vado nel bosco avverto netta la sensazione di far parte di qualcosa d'immutabile in mezzo al variabile. Passo dopo passo, il mio torbido umore si addolcisce rapidamente trasformandomi in un girovago felice, con il cuore scaldato dalla frescura della notte, desideroso di bere ancora una volta il respiro degli incantesimi di terra. Quella notte che incontrai le Fate odoravo di speranza come la radice tenace che resiste al fortunale, e a ogni passo percepivo bisbigli, fruscii, mormorii, mentre in lontananza echeggiava la canzone della nebbia che rapidamente allungava i suoi artigli risalendo i pendii.

Le Fate Asemsvegi

E' consuetudine immaginare le Fate belle e affascinanti, perchè l'icona tradizionale così le dipinge, e ammetto di essere rimasto scioccato quando le vidi avvicinarsi la prima volta. Erano piccine, un poco più grandi della farfalla grigia e diafana imperatrice della notte, e brutte, ma talmente brutte che si rifiuterebbe la matita stessa di disegnarle, anche con la forza. Il loro viso butterato e solcato da crateri faceva da supporto a enormi orecchie a sventola. Strabiche, sdentate, e quasi pelate con ciuffetti sparsi di capelli grigi e stopposi, miseramente raccolti da un nastrino di bocca di lupo, si muovevano con sorprendente grazia sbattendo freneticamente le ali bianche. "Mamma mia", pensai, "chissà che delusione proverebbero i miei figli se fossero qui a vederle, innamorati come sono delle figure incantevoli che appaiono sui libri di tutto il mondo. Una fatina più intraprendente delle altre svolazzò fin sulla mia spalla."Ciao gio" esordì. "Io sono Sira, la portavoce delle Fate Asemsvegi." Qui ebbi il colpo di grazia. La fata aprendo la boccuccia mostrò in tutta la sua grazia il dentone incisivo, l'unico ospitato nel palato color mattone scuro. La mia iniziale diffidenza si è ben presto tramutata in fiducia piena e con il passare del tempo ho imparato ad amarle. Le Fate sono straordinarie, dolcissime, votate alla solidarietà e capaci di alleviare le sofferenze dell'anima. Inoltre aiutano a ritrovare la via, le cose smarrite e il bandolo della matassa. Producono tanta energia positiva che mettono al servizio di coloro che meritano la loro amicizia.

Ma poi...

Frequentandole, ho appurato che il loro aspetto migliorava nel tempo, divenendo sempre più graziose, via via che i nostri rapporti si facevano più intensi e approfonditi. Ora posso testimoniare che sono stupende, la loro capigliatura è di color argento luminoso, fluente come giunchi al vento e ben curata. I tratti del volto sono graziosi, la fronte misteriosa, le velanti sopracciglia, il tremulo ciglio. Le Fate vantano una purezza angelica, una celeste alterezza, una terrestre verecondia. Vestono in maniera semplice, fasciate nei loro abitini stretti in vita color fuxia, con le gonne ampie e plissettate, e i piedini calzanti ballerine al quarzo tempestate di brillanti. Si presentano all'improvviso, anticipate da un refolo di brezza che accarezza la nuca, fronde che vibrano, lampi di luci colorate, e annunciate dal gorgheggio inimitabile dell'uccello Splendido, pennuto rarissimo, lontano parente dell'usignolo. L'alato presenta una livrea dorata uniforme, macchiata di rosa sotto le gote e di giallo sulla lunga coda. Chi ha la fortuna d'incontrare questo uccello, timido e schivo, che ama la penombra delle fronde e la solitudine, ha la certezza di godere della protezione delle Fate.