La giornata tipo
Già durante i nostri
primi incontri ho osservato attentamente quale fosse la giornata tipica dello
gnomo, come egli impiegasse tutto il suo tempo.
Quella che segue in linea di massima è la sua giornata classica. Forse non
a tutti è noto, ma lo gnomo si sveglia esattamente al crepuscolo e, avendo
il ritmo delle stagioni nel sangue, segue di conseguenza la parabola del sole.
D'estate quindi, comportandosi esattamente al contrario dell'uomo, le sue
giornate lavorative sono molto corte, e le adopera principalmente per affinare
il grosso dei lavori già compiuti durante la primavera.
Appena il grillo di casa dà la sveglia, mamma gnoma si alza a preparare la
colazione ravvivando il fuoco sempre acceso, mentre i figlioli e lo gnomo
padre con molta calma si lavano, utilizzando le brocche di acqua calda lasciate
durante la notte vicino al camino. Dopo la quotidiana ripulita, ristorati
si vestono e prendono posto attorno alla tavola imbandita.
" Rosc, rosc, dum dum, che lu scur sè za spando pzulin" (datevi una mossa
che il cielo è scuro da un pezzo). Così mamma gnoma sprona l'allegra famigliola.
La colazione consiste in fette di pane caldo, con farina di castagne o di
ghiande, burro di olio di girasole, marmellate di stagione, mirtilli, more,
fragoline di bosco e lamponi, mentre d'inverno fichi sorbole e nespole sono
i preferiti e divorati in grande quantità.
Anche se sono assolutamente vegetariani e la colazione rimane il pasto principale
della giornata, gli gnomi non si fanno mancare niente, e l'ampia gamma dei
prodotti del bosco dona colore alla casa. Sulla tavola ben apparecchiata emanano
profumi anche fragranti torte di mele cotogne, alla vaniglia e di spezie varie,
uova di uccellini a bagnomaria nella terrina, tanti funghi tagliati a fettine:
il prugnolo e il prataiolo in primavera, il gallinaccio, il porcino, la russola,
la vescia e tante altre qualità nei rimanenti mesi dell'anno.
Inoltre, frittate di ogni genere e insalate sono il contorno quotidiano. I
figlioli gnomi, sempre molto affamati e il più delle volte indisciplinati,
spesso ricevono i rimproveri dei genitori: " Sgulmè d'un padasciun, stè un
pò bunarel che tenimod la magnuga la sà per gniquelli"( Stai un pò buono e
mangia con la dovuta calma” dice scocciato il padre al figlio recidivo, “tanto
la colazione abbonda per tutti.” Gli gnomi a tavola si dissetano con il tè
aromatizzato alla menta, al tiglio, alla rosa canina, alle radici.
Terminata la ricca colazione, i vari componenti della famiglia iniziano la
loro giornata operosa che si concluderà all'alba. La gnoma mamma prepara lo
zainetto con lo spuntino per il marito: qualche biscotto di erbe integrali,
una ghianda vuota riempita di tè, un pezzo di pane. A quel punto, dopo i saluti
e le raccomandazioni varie, lo gnomo padre si avventura nel buio della notte.
Appena uscito dal cunicolo viene accolto dai suoi amici animali, il coniglio,
lo scoiattolo, talvolta il lupo, quasi sempre un subalterno lasciato in licenza
dal capo branco, e tutti gli fanno il resoconto esatto della giornata di luce
appena scemata nelle tenebre della notte. Lo gnomo è consapevole di tutto
ciò che accade nel bosco.
A casa intanto mamma gnoma allatta i piccoli. Eh si, parliamo di gnomini
fino all'età di 15 anni e oltre. Poi comincia le faccende solite che accompagnano
la vita di tutte le casalinghe: lavare, stirare, spolverare, tessere e cucire,
e, ancora, rammendare.
Terminati i lavori domestici, la padrona di casa serve la ciotola col cibo
agli animaletti di casa, i topolini di campagna e i coniglietti ancora da
svezzare. Se rimane un pò di tempo, prima che ritorni il marito esce a chiacchierare
un pò con le vicine, aderendo attivamente alle tante associazioni della comunità.
Sono le gnome, infatti, le ideatrici e organizzatrici di tutti gli eventi
mondani che caratterizzano la vita di società. Diversi sono invece i compiti
del marito: mantenere in ottimo stato la serra con tutte le piantine da curare,
fiori, ortaggi ed erbe curative.
Gli gnomi, infatti, sono specialisti nel raccogliere, seccare e conservare
tutte le piante medicinali per uso proprio. Conoscono l'arte della fitoterapia
e della omeopatia, nel rispetto del patrimonio vegetativo.
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