Le attività
Censimento dei nidi
D'estate la vegetazione è lussureggiante, c'è un'esplosione di colori e profumi
e i frutti del bosco sono ormai maturi. Tutti i piccoli nati cominciano ad
esplorare il nuovo mondo che li aspetta.
E' questo però il periodo più critico e pericoloso per i piccini, coi predatori
sempre all'erta a cogliere l'attimo di disattenzione dei genitori per andare
a segno, a colpo sicuro.
Oltretutto, è anche il momento in cui i bracconieri affilano per così dire
le armi, preparando trappole micidiali, alterando l'equilibrio precario del
bosco. Anche le mamme partorienti in questi giorni sono molto vulnerabili,
causa la forzata immobilità necessaria ad allattare i piccoli nati.
Gli gnomi sono per forza di cose in stato di massima allerta, sempre pronti
a togliere dai guai gli sprovveduti, salvandoli da morte certa. Purtroppo,
non sempre riescono nonostante il lavoro profuso a soddisfare i bisogni di
tutti.
A volte l'intervento è tardivo, e non resta altro da fare che dare degna sepoltura
agli sfortunati animaletti. Se da un lato non si può andare contro natura,
dall'altro certamente è legittimo combattere le azioni di bracconieri e piromani,
uomini malati che non si rendono conto del terribile gesto che compiono ai
danni dell'umanità intera.
Ardusli è particolarmente corrucciato e preoccupato e, d’accordo col Consiglio
Massimo degli gnomi, ha così deliberato: " Il Gabinetto di Guerra mette in
allerta tutti gli eserciti del bosco, pronti all'occorrenza a sferrare l'offensiva:
d'ora innanzi, i piromani e i bracconieri avranno vita durissima, poichè la
natura si difenderà con i denti e con le unghie.
Intere colonie di formiche rosse già presidiano strategicamente il territorio,
in attesa di attaccare.
Api, vespe e calabroni, normalmente eterni rivali, hanno straordinariamente
firmato l'armistizio e stipulato il patto d'acciaio con la seguente parola
d'ordine: respingere il nemico e sconfiggerlo con ogni mezzo!" Non esiste
tortura peggiore che essere assaliti da migliaia di formiche rosse agguerrite,
che impavide risalgono la gamba dell'incauto sfrontato fino al cavallo, alle
parti intime, arrabbiate come non mai ed affamate di pelle umana.
La "vittima"attraverserà tutti gli stadi dell'angoscia, passando dall'iniziale
stupore al terrore, e l'incipiente solletico si trasformerà in tremendo insopportabile
prurito, e quindi in un dolore incontenibile, inarrestabile, fino a che giungerà
alla soglia della pazzia! Nel contempo, squadriglie di insetti in formazione
d'attacco colpiranno il tronco ed il volto dello sventurato a più riprese,
senza tregua, finchè questi, sgomento, comincerà ad urlare invocando un aiuto
che mai arriverà, rimpiangendo di non trovarsi altrove, magari sotto una bella
cascata fresca. Tutte le operazioni sono naturalmente coordinate dai generali
gnomi, risoluti e certi di ottenere la vittoria finale.
Esperto in Fitoterapia, Omeopatia, Biologia
Come dicevamo, lo gnomo conosce tutti i segreti della natura. Le erbe vanno
raccolte all'inizio o durante la fioritura; i fiori poco dopo, mentre le foglie
non prima di essere giunte a completa maturazione, e così i frutti e i semi.
Le cortecce vengono lavorate in primavera con l'inizio del flusso della linfa,
le radici dopo lo sviluppo completo della pianta, in autunno come in primavera.
Il metodo più semplice ed efficace, Ardusli mi ha spiegato, è l'essiccazione.
Piccole quantità di piante vengono conservate all'ombra e al riparo da eventi
atmosferici. Quante volte ho pregato lo gnomo d'insegnarmi i segreti delle
erbe, e confesso di aver provato una certa dose d'invidia nel vederlo muoversi
con assoluta padronanza e con grande esperienza all'interno del mondo vegetale.
Infatti, una delle prime volte che lo incontrai, gli confessai questo mio
pudico sentimento: "Beato te Ardusli, che puoi godere di tanta magnificenza:
in natura e nulla ti è precluso. Un pò t'invidio, lo sai?" "Tè cibon ascor,
savess atcoul camsofat par imparèt totirobi.
Stasanoun e taddviret chet stanci zucoun, chelcos utvarenza!" (Tu sei buono
a parlare, sapessi quanto ho dovuto lavorare per imparare... Stai più tempo
con noi e vedrai che se non sei troppo zuccone qualcosa ti rimarrà in testa!)
In campagna siamo contornati da erbe; molte sono definite erbacce da chi non
le conosce, ma al di là della loro probabile attività curativa alcune sono
commestibili e di certo figurano sulla mensa degli gnomi. Dovremmo tutti imparare
da loro.
Per fare un esempio, sono ghiotti di ortica, insalata tra le più squisite;
il gusto è ottimo, spesso è utilizzata come ingrediente delle frittate e viene
usata come medicinale antireumatico e cicatrizzante.
Il prugnolo e il pungitopo sono diuretici una volta lessati, come gli asparagi;
il raperonzolo, con proprietà astringenti, è un piatto a dir poco gustoso,
con la sua radice delicata color sabbia e la sua foglia cruda in insalata
dal vago sapore di noce.
La marmellata di rosa canina è tonica e lassativa; e poi ancora decotti, infusi,
tinture, oli, alcaloidi, amari sono al centro della tavola dello gnomo. Ha
la fortuna di trovare tutto ciò di cui ha bisogno in natura, il bosco è la
sua farmacia e il suo supermercato.
In questo periodo Ardusli soffre un pochino di reumatismi e, per alleviare
il dolore, beve un infuso giornaliero di ortica essiccata. Gli gnomi vivono
tanto a lungo e nessuno muore di malattia, ma possono comunque andare incontro
a vari disturbi che vengono curati egregiamente con erbe e fiori. A poca distanza
dalla casa, sotto un altro albero, si trova il magazzino per le scorte, molto
importante per l'economia della famiglia specialmente durante i rigidi inverni.
Qui lo gnomo accumula il grano, le ghiande, i fagioli, le nocciole, le patate,
e i legumi in genere. Spesso il magazzino è collegato alla casa da un cunicolo
segreto.
Lo gnomo è un boscaiolo molto preparato, responsabile del taglio degli arbusti
e della raccolta delle ramaglie, di foglie nutrienti ancora verdi in fascine
da usare come fieno nei ricoveri per gli animali in difficoltà durante l'inverno.
E' un lavoratore instancabile; E' un vero piacere vederlo lavorare con la
roncola tra i cespugli; così forte e lesto nel rasare le cappaie e staccare
i tondini dai rami.
Per formare la fascina, lo gnomo utilizza un rametto flessibile di frassino,
rovo o sanguinella.
Le fascine inizialmente vengono lasciate essiccare al sole per due o tre giorni,
e poi accatastate e ricoperte da un tetto spiovente sempre di fogliame, per
evitare che l'acqua piovana filtri all'interno.
Lavorando la fogliata per più giorni, recupera i tondini da ammucchiare, utilizzandoli
poi per il fuoco, per il carbone o l'impalatura delle viti.
Egli è altresì molto esperto nell'abbattimento di qualsiasi albero da destinare,
passato qualche tempo per la stagionatura, al lavoro da falegname.
Per evitare gli attacchi dei tarli, lo gnomo lavora d'accetta con la luna
nuova, l'aria di tramontana e il terreno asciutto.
Il legno viene adoperato per creare un'infinità di oggetti; dal faggio lo
gnomo ricava gli zoccoli, dalla corteccia di betulla gli stivali, dal castagno
selvatico e dal rovere le botti per la cantina; col sambuco, il frassino e
il carpino fabbrica i manici dei badili, i forconi e gli altri utensili; col
ciliegio i tavoli e gli armadi; dall'olmo selvatico e dal tiglio ricava i
listelli per i pavimenti, le pareti della casa e così via.
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