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GNOMI DI GENNAIO

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Martedì 17 Gennaio 2012 20:20

 

L'eco della musica mi ha raggiunto molto prima di raggiungere il villaggio. Sono arrivato su verso le 3 del mattino. Non vedevo l'ora di abbracciare i miei piccoli amici. Li ho trovati molto eccitati e divertiti. Indossavano la tunica lunga color oro. E nei piedi gli zoccoli di cristallo. Agitavano in aria, ognuno, rincorrendosi, la scopetta fatta con le setole del porcospino: possiede la caratteristica e la funzione di scacciare brutti ricordi e dispiaceri. La grande grolla, il recipiente con 12 orifizi, totem dell'anno era al centro della radura. Naturalmente erano tutti abbastanza su di giri, grazie all'effetto dell'idromele e del greis, la tipica bevanda dell'amicizia. L'usanza prevede che gli gnomi si scambino auguri scaramantici contro la iattura e per favorire la gaudia fratellanza nella gioia della speranza. Per favorire questo stato d'animo e una corrente positiva, gli gnomi amano fare l'anagramma dell'anno appena cominciato. E così, a turno, si applicano nell'estrapolare l'anagramma del 2012. Ardusli, a cavallo del gallo cedrone, si è cimentato per primo: “E' da modi lucidi” lui che è sempre comunque positivo. Invece Zandarnèl, seduto sul mulo mascotte, lo gnomo afromediterraneo, meno ottimista, ha detto: “è da dodici muli” come a voler significare e sottolineare la difficoltà del momento. Oppure Sghela, accanto alla sua amica del cuore Remzca: “udì lode d'amici” E Sabloina, la pettegola del villaggio, con aria estasiata: “dì, è l'acume di Dio”Si festeggiano perne e postne), il dietro e il davanti, il passaggio dal vecchio al nuovo. Il primo gennaio, Ianus dies, “il giorno di Giauz, lo gnomo nato alla mezzanotte esatta”, è il punto di arrivo e di partenza del tempo annuo, fine e inizio, passaggio dal passato al futuro. Ardusli si è recato nel Museo Masè e ha preso dalla credenza dei Saggi una grossa chiave e un bastone. Gli gnomi poi si scambiano gli auguri donandosi un ramoscello di sempreverdi (alloro, agrifoglio o pino) colto nel bosco sacro (lucus) della Dea Madre Terra, ubicato significativamente sulla Via del sogno che porta alle tre fontane che il primo giorno dell'anno se zampillano contemporaneamente indicano una annata possibile accettabile. E, nonostante tutte le profezie da menagrano, hanno improvvisamente zampillato.In questi giorni, è bene, a mezzanotte, inchinarsi sette volte al nuovo anno, rovesciando al terra il contenuto delle vostre tasche e dicendo “annuncia la fine del vecchio, annuncia l’inizio del nuovo, annuncia l’usura del falso, annuncia l’ingresso del vero”.

Gli gnomi, dopo aver fatto gli impacchi con le erbe, alle orecchie degli animali assordati dai botti di fine anno, si sono attaccati alle tette della capra, dopo averla munta a dovere, hanno cotto nel pentolone riso e grano nel latte di capra, con l’aggiunta di zucchero e cannella, quindi hanno inserito nella preparazione una mandorla spellata, mescolando bene: lo gnomo che la troverà nel proprio piatto avrà una fortuna sfacciata tutto l’anno. L'ha trovato Lecsè, festeggaito da tutti con gioia.
E poi hanno consumato una mela cotogna cotta con miele, affinché tutto l’anno sia dolce com’è iniziato. Un rito d'amore per la coppia: mettete sul piano del caminetto due noci, una che rappresenta l'io e l’altra il partner. Se col calore questa scoppia e schizza via, la rottura è imminente; se si incendia e arde sarà una storia breve ma appassionata; se invece entrambe le noci bruciano lentamente consumandosi insieme, l’amore durerà per sempre. Poi è molto teatrale il lancio della pantofola...

Questo mese, in concomitanza con Luce Nuova, si compie il rito dei chicchi di mais sulla “Arola” calda del camino, il pianoro di sasso che fa da contorno al forno della canna fumaria. Lo gnomo appoggia un chicco per volta sulla Arola spazzata dal pulviscolo e detriti, al centro di un cerchio magico disegnato con la radice annerita della mandragola. Il primo chicco, corrispondente a gennaio, scoppia al calore saltando in aria come un petardo. A seconda della direzione si ricava il pronostico. Se il chicco salta di lato verso sinistra significa che il tempo si manterrà discreto senza piogge o nevicate per tutto il mese di gennaio. Il fatto assume anche una valenza amorosa, e la risposta è probabilmente negativa. A destra accadrà esattamente il contrario, mentre se punta all'indietro sarà variabile, amore compreso, e ventoso ma non freddo, in avanti nebbioso e gelido. Quindi lo gnomo procede col secondo chicco che corrisponde a febbraio e così via sino a dicembre. Non di rado succede che le gnomette sedute vicino al camino, solitamente anemiche, si chiazzino di bollicine rosse le cosciotte, non sempre protette dalle vampate del focolare.

 

 

 

BUON ANNO 2012

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Lunedì 02 Gennaio 2012 21:27
Gli gnomi augurano a tutti una anno speciale...

BUON ANNO A VOI

MORMORANDO PENSIERI

SCINTILLANDO AMORE

ENTUSIASMANDO DESIDERI

ESALTANDO L' ARDORE

BUON ANNO A NOI

GODENDO LA SPERANZA

FAVORENDO L'ABBONDANZA

RINUNCIANDO ALL'ARROGANZA

BUON ANNO A TUTTI

ACCORCIANDO LA DISTANZA

SPINGENDO L'ESULTANZA

COMUNICANDO FRATELLANZA

LUCCICANDO TOLLERANZA

 

Gnomo, chi sei

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Giovedì 22 Dicembre 2011 20:59

GNOMO CHI SEI?

Quante volte mi sono chiesto chi sono davvero gli gnomi, quando è iniziato il loro percorso su questa terra madre di tutti, se sono nati prima loro di noi uomini o viceversa, oppure in contemporanea. E anche se come dice Ardusli è inutile arrovellarsi per cercare delle risposte a domande che in fondo non ci sono strettamente necessarie, io questa domanda allo gnomo gliel'ho posta: “Gnomo, chi sei tu? Da dove provieni?”

Ardusli ha strizzato gli occhietti a due fessure, poi ha detto: “Zirt ci on bel tabachin....Certo che sei un bel curioso tu, ma vedrò di accontentarti. Noi eravamo presenti ancora prima del diluvio universale...Siamo saliti sull'Arca. E c'era un tempo in cui sulla terra, come ben saprai, vivevano tante specie di animali padroni assoluti dei territori, ma al tempo dei dinosauri gli equilibri cominciavano a deteriorarsi, e, per evitare il peggio, noi gnomi ci prendemmo l'onere di governare certe intemperanze. Quante volte abbiamo cavalcato i Tirannosauri, eccessivamente aggressivi, facendoli ragionare che non erano loro i padroni assoluti su questa terra. Poi ci ha pensato la normale evoluzione a risistemare le cose. Quindi, direi che ci siamo da sempre...Nel Museo Masè, al centro del villaggio, ci sono tutte le testimonianze del nostro grande passato. A proposito, lo sai che sono stato amico di Amundsen, l'esploratore del Polo sud che proprio in questi giorni si festeggia il centenario di quella spedizione? L'esploratore perì con il suo aereo nel tentativo di salvare il comandante Nobile caduto sul Pack del polo nord con il dirigibile Italia.

 

Il 9 dicembre, è stato il compleanno di Ardusli. E' gagliardo più del solito, molto voglioso ed esuberante, a tutti i livelli, compreso quello sessuale. A festeggiarlo, per l’occasione sono arrivate dieci Ochegatto direttamente dal massiccio di Nattanen, luogo sacro agli gnomi lapponi. Sul dorso di ognuna, han viaggiato tre coppie guidate dagli gnomi Gigin e Gagiet, vestiti lussuosamente a festa con la tuta di renna (passata a miglior vita per morte naturale) e mantella di pelliccia d’ermellino, calda ed elegante.

Ardusli attendeva l'arrivo dei cugini lapponi nel Parco dei riverberi tattili. Vestito con l'abito della festa di lana cotta arancione se ne stava placidamente seduto nella cesta delle leccornie, piena di canditi, pasticcini e uva passa, fumando con gesti eleganti e antichi la sua Pipa preferita, quelle delle grandi occasioni, decorata con brillantini e intarsiata di figure di amanti. Come fa lui i cerchi di fumo, non li fa nessuno. E' capace a disegnare mondi incantati, figure di animali e gnomi e fauni che ballano, e la sua attività si intensifica particolarmente dato che è Luce che Guida piena e parziale eclissi.

In breve tempo c'è stato un susseguirsi di Aquile Reali e Ochegatte, che alzavano lapilli e fuliggine. E mentre tre gufi reali facevano scorrere il filo con sopra stesi i guantini e i cappelli nuovi di dicembre a servire gli gnomi, altri sette gnomi, Lecsè, Zandarnèl, Duvelè, Sparagnin, Taisì, Gigin e Gagiet, i fabbri del villaggio ed esperti del ferro battuto, si sono posizionati dietro ai bicorni, che altro non sono delle piccole incudini poggiate sui ceppi di quercia. Seguendo un ritmo studiato hanno cominciato a battere il martelletto delle beatitudini sulle incudini producendo suoni che loro, gli gnomi, chiamano riverberi tattili. Ad ogni colpo è come se il corpo di tutte le cose, piante e animali, fosse attraversato da un riverbero di bellezza nuovo, un sussulto di adrenalina piccantina, o zuccherina, a seconda dei propri bisogni personali. Questi riverberi li senti arrivare fino al cuore, come un gong, ed è una sensazione stranissima ma piacevole. Il segreto della spontaneità si nutre di stupore, meraviglia, incanto, dando fiato alle trombe dell'esistenza. Il suono rappresenta la deposizione dell'uovo cosmico dell'oca giuliva da cui nacque un po' tutto. E' il simbolo dell'infinito, del cerchio perfetto. Il coraggio di saper ascoltare il proprio cuore. Lui ci sussurra, ci parla, ci racconta di noi, ci svela chi siamo, cosa desideriamo, cosa è possibile per noi e cosa non lo è. Lui sa cosa è bene per noi, ci sprona, ci quieta, ci tiene compagnia, ci infonde coraggio nel giorno della sventura, ci riempie di gaudio nel momento felice, ci ristora nelle mestizia. E' brace nei giorni algidi, è frescura nel giorni bollenti, è nube, è vento, nei giorni monotoni. Sfama l'anima insaziabile, è acqua fresca per le fonti intorbidite.Vorrebbe che lo ascoltassimo senza vacillare, vorrebbe che non dicessimo “ah non lo sapevo”, vorrebbe che non depredassimo le nostre risorse, vorrebbe che mantenessimo la mansuetudine della conoscenza. Vorrebbe condurci per mano a rigettar le scorie, vorrebbe accompagnarci alle messi della crescita interiore. Tra l'altro, considerato il protrarsi della siccità, gli invasi e le falde sono ormai a secco, Ardusli dice che i riverberi si spandono per tutta l'atmosfera e che potrebbero aiutare a raggruppare le nuvole onde far finalmente piovere e nevicare. Presto sarà  Luce che Guida Nuova, i fabbri del villaggio fanno a gara chi crea il manufatto più elegante e simbolico che rappresenti la vita del villaggio, mentre tutte le gnome si sono presentate con abiti confezionati ad arte, testimonianza del lavoro proficuo di giorni febbrili passati a cucire e a ricamare i tessuti pregiati, nel tentativo legittimo di apparire ognuna la più bella e affascinante del villaggio; e così, broccati di seta grezza per bustini, stretti in vita e ricamati con pietre lucenti di fiume, facevano risaltare i gonnelloni ampi, plissettati con strati di garza e molto colorati. Ogni tanto si davano dei spintoni per accappararsi la scena davanti allo gnomo anziano chiamato a proclamare la DAMA Vestale dei regali di fine anno

Sghela gli ha regalato una sciarpa magica tinta multicolor creata a mano con i ferri utilizzando la lana della pecora nera, la più amata tra gli animali del bosco. La sciarpa possiede la peculiarità di rendere docili e mansueti, per il tempo scandito dalla Clessidra e predisporre per un atteggiamento tenero, sensibile e giocoso risaltando l'aspetto del bambino interiore, adatto sopratutto nei confronti di chi mostra appetiti sessuali esagerati. Gli gnomi dicono che incontrando una pecora occorre sperare che questa ti guardi in faccia e non mostri il posteriore. In ogni caso è bene fare tre inchini per aggraziarsela. Questo gesto dovrebbe portare molta fortuna

 

9 Dicembre: L'Arcolaio del pensiero

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Venerdì 09 Dicembre 2011 20:52

L'Arcolaio del pensiero.

Ma che meraviglia è stata questa settimana. Giorni di trasalimento bisbigliato e trasportato dall'eco del sollievo. Ho trovato gli gnomi arrampicati sugli alberi. Ognuno teneva in mano una piccola lanterna ovale color turchese fatta di carta di radice, illuminata nel suo interno dallo stoppino acceso di cera prodotta dalle api friccicorine. 65 gnomi per 65 lanterne. Ogni lanterna è stata confezionata ad hoc e personalizzata con ghirigori, intarsi, e scritte, massime, pensieri ecc...A un certo punto Bilech, il mastro musico ha lanciato lo squillo di tromba. Tutti insieme all'unisono, hanno lanciato le lanterne in alto e, grazie a una corrente ascensionale, sono salite in cielo a stuzzicare le Stelle. E' tradizione i primi giorni di dicembre, inviare, loro dicono, tracce della propria coscienza al di là delle cose. Uno stormo di oche cenerine si è alzato in volo per salutarli sbattendo le ali pesanti, eleganti e maestose, i lunghi colli protesi nel blu. Ardusli si è fermato un istante a guardarle e ha ricambiato il saluto puntando al cielo la pipa fumante, incoraggiato dal quel segno ritenuto di buon auspicio. Gli gnomi amano volare e spesso approfittano per fare sesso anche in volo, ebbri e felici. Gli gnomi amano le anatre perchè ritenute guide infallibili in grado di volare nell'aria da un punto all'altro della terra senza mai perdersi. L'anatra, per il suo spiccato senso dell'orientamento, rappresenta la perfezione assoluta tra gli uccelli terricoli, è capace di sorvolare terre e acque senza incidenti e di raggiungere sana e salva la destinazione prevista. Per queste sue peculiarità, gli gnomi l'amano incondizionatamente utilizzandola per i lunghi viaggi.

 

E' la settimana dedicata al confezionamento delle Strenne degli gnomi. E lo fanno utilizzando i panni di canapa filata e tessuta dall'Arcolaio del pensiero. Ci hanno pensato Duvelè e Zandarnel, che, con grande mestiere, posizionavano l'Arcolaio del pensiero al centro della radura, illuminato dal focherello di dicembre. Naturalmente è a pedali. Siccome comporta un notevole dispendio di energie, gli gnomi si danno il cambio. Che tenerezza vedere le gnomettine alzarsi le braghe e mostrare i polpacciotti muscolosi mentre pedalano, ma estremamente seducenti. Da sempre, gli gnomi sono i custodi del bosco di Strenia, dedicato alla Fata dea della potenza e della fortuna.

E' il bosco magico degli alberelli bonsai. Abeti, Ontani, Carpini, Pini, Querce nane. Se fuori fa freddo e nevica, all'interno la temperatura è dolce e accogliente. E comunque sono presenti tanti piccoli bracieri fumanti. Il piccolo bosco è governato da miasmi felici. Basta respirarli e scompare la noia. Naturalmente Ardusli mi ha accompagnato a visitarlo. Ogni gnomo dedica qualche scampolo del proprio tempo, e questo da sempre, a creare Strenne. Ognuno dispone del suo piccolo laboratorio, e tutti siti tra il verde perenne del bosco Strenia. E' il loro tempio. Ogni laboratorio dispone di tutto il necessario utile allo gnomo per la realizzazione e la confezione.

Ho visto i RAGNETTI ROSSI DECORATORI in piena attività: stavano lavorando alacramente, predisponendo agli alberelli i ricami con le RAGNATELE FOSFORESCENTI, aiutati dai CERVI VOLANTI NATALIZI. Ed ecco quindi fantastiche COMPOSIZIONI A GIRANDOLE con le UOVA LARVALI del ROSPO OSTETRICO, come fossero palline colorate, offerte gentilmente dall'anfibio per creare addobbi e coreografia.

Sul dorso di una splendida aquila reale è giunto uno gnomo proveniente dalla Comunità Lappone, esperto del GUSTO E DELLA CONQUISTA di nome ATACIAP. Lui conosce una antica ricetta, speciale, e adatta a chi intende riconquistare un amore

IL POMO Della riconquista. E NEL BOSCO DI STRENIA PER FORTUNA è PRESENTE UN POMINO.

E' necessario procurarsi personalmente un POMO all'alba di un venerdì nella fase lunare crescente. Si scriverà su di un foglietto di canapa o di lino il proprio nome e quello della persona che si vuole riconquistare. Su di un altro bigliettino si scriverà "AMIAMOCI". Si taglierà, quindi, a

metà il pomo creando un incavo al centro dove si posizioneranno i due bigliettini ben chiusi.
Il pomo sarà ricomposto ed avvolto con rametti di VERBENA, pianta della luccicanza e di MIRTO, la pianta di Venere; quindi si farà essiccare nel forno. Poi una volta secco gli si da fuoco. Le ceneri ottenute saranno riposte in un sacchettino di seta grezza e si cercherà di sistemarlo sotto al materasso in corrispondenza del cuscino del partner, senza che lui se ne accorga. In pochissimo tempo sarà conquistato o riconquistato.

Attorno ai bracieri di carboncino profumato vi era una frenesia incontenibile e contagiosa, la musica etnica muoveva i piccoli corpi in danze sfrenate. Nell’aria si percepivano sapori dolciastri, forti, che si mescolavano alle fragranze dei muschi, della torba e agli odori dei manicaretti sfornati dalle gnome.C’era un via vai instancabile di gnome, impegnate in cucina a preparare gli stuzzichini e le pietanze sulla rola del camino sempre acceso nella casa dello gnomo. Naturalmente mi ha invitato a cena, presente l'intera Comunità. Ogni gnomo se ne stava seduto a gambe incrociate, comodo, sopra il cuscino di polenta calda. Gli scoiattoli sfregavano con i dentoni il Licopodio, la famosa piantina le cui spore, per attrito, producono luce e calore, come fuochi d'artificio. Abbiamo potuto gustare l'ottimo tortino alle more, i crescioni farciti assortiti (con piada fatta a mano), la frittatina al tartufo ed erba micetta, i funghi fritti, alla brace, e la peperonata alle radici in umido con aggiunta di spezie: succo di angelica, mandragora, belladonna e galle delle querce. E' divertentissimo ammirare le gnome durante la gara di mattarello che premierà la miglior sfoglia. Ci danno, ci danno, un apoteosi di energia, con i seni che dondolano, muovendosi come in una danza del ventre. Per dessert, pagnomottino al ribes, torta di mele cotogne ripiena di scaglie di frutta secca......e i fagottini di nocciola alla vaniglia! Slurp.... Una squisitezza paradisiaca
Come bevande: L'amato idromele, succo di lamponi fermentato, e il Greis, famosissimo liquore degli gnomi a 55°. La cena l'abbiamo condivisa con tre scoiattoli e due puzzole assai gratificate.



 

Un regalo elegante degli gnomi 27 Novembre

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Domenica 27 Novembre 2011 20:35

UN REGALO ELEGANTE.

 

E' stata una settimana curiosa e pregna di sorprese. Una settimana dedicata ai lavori e ai sapori, un abbandono totale. Questa volta la gazza ladra, che mi ha recapitato il bigliettino con l'invito di Ardusli, ha fatto la staffetta con il picchio verde che mi attendeva lungo il sentiero. Con un balzo è atterrato improvvisamente sulla mia testa e, considerata la sua caratteristica, con il suo becco tanto duro quanto leggendario, devo dire che mi sono alquanto preoccupato. Gli ho detto “sta mo bon” mi raccomando... Vedi, mi ha detto Ardusli venendomi incontro, non è un caso che il simpatico volatile ti abbia scelto quest'oggi. “Ah si? E perchè? Spiegami un po'..” E lo gnomo: “il picchio rappresenta la Persistenza. Evoca i poteri del guerriero nei momenti di preoccupazione e di crisi, col suo picchiettare conferisce la determinazione per affrontare gli ostacoli. Quando appare significa che ti viene chiesto di usare la tua forza e il tuo potere, per affrontare un cambiamento in atto. Spesso le argomentazioni di Ardusli mi lasciano basito, ma nel corso degli anni ho imparato ad accettarle perchè il più delle volte si rivelano fondate. Appena arrivati al villaggio mi ha fatto tenerezza vedere tre gnomi adolescenti Cincio Sgadezza e Prisca cantare una specie di ninna-nanna facendo le coccole agli animali che dovrebbero andare in letargo e che invece sono recidivi. Al capo ghiro ladro, quello goloso di torte e che fa razzia, se può e alla tartaruga dell'occhiolino, la preferita di Ardusli. Ti guarda e fa l'occhiolino se le piaci, se sei di suo gradimento. Ricordiamo le caratteristiche e le peculiarità della tartaruga:

E' simbolo di stabilità e di longevità, con il carapace convesso in superficie e piatto sul ventre, rappresenta l'unione tra la terra e il cielo. La tartaruga appare ugualmente come l'intermediario fra il cielo e la terra o come un simbolo dell'universo stesso. La sua massa, la sua forza, l'idea di potenza che evocano le sue quattro zampe ben piantate nel suolo come le colonne del tempio, fanno della tartaruga il sostegno del mondo, del trono celeste o delle acque primordiali, o ancora quello dell'isola in cui vivono gli immortali. In quanto animale longevo, è spesso utilizzata come simbolo dell'immortalità. Gli gnomi credono che le stelle, quando sono stanche, trovano riparo dentro il guscio di una tartaruga

Siamo passati a trovare Taisì, lo gnomo addetto alla manuntenzione delle serre e coordinatore di tutti i lavoretti che occorre fare nel bosco. Era nella serra e piantava Garofani, Margheritine, Viole del pensiero, Pisellini odorosi, Papaveri autunnali, Ranuncoli simbolo di bellezza splendente ma malinconica. Altri gnomi come Zandarnèl e Sabloina raccoglievano facevano la mucchia delle foglie secche autunnali, preziose nel confezionare costumi teatrali. Ricordiamo che Ardusli conobbe Goldoni ai tempi della Locandiera e gli è rimasto forte quel desiderio e quella passione di allestire la Compagnia Teatrale di “Zuvnott d'ir oz e dmen” I Giovanotti di ieri oggi e domani. Come a voler stigmatizzare che l'età non pone e non deve porre limitazioni di alcunchè. Presto andrà in scena lo spettacolo della dodicsima Luna. Quindi ci siamo portati sotto il pergolato dell'uva passa, esattamente sopra la fossa scavata nella roccia arenaria rivestita di paglia dove tengono stanno maturando i formagnomini lasciati a stagionatura, che avviene in particolari condizioni di temperatura ed umidità. La stagionatura dona al formaggio un gusto forte ed un aroma intenso, gli conferisce una maggiore digeribilità e migliori caratteristiche nutritive. Causa inoltre una perdita di siero e di grasso, e mediante la compressione dovuta al peso fa perdere a gran parte dei formaggi la loro forma rotonda. Ha una durata di circa 90 giorni. Basta allungare le manine e puoi attingere direttamente ai vitigni mentre Gigin e Gagiet servivano le scaglie di formagmomini. Uva passa, formaggio e idromele, un perfetto connubio.

E' anche stato l'anniversario del primo bacio tra Ardusli e Sghela, avvenuto 202 anni fa. Bella, procace, desiderabile. Ha due seni che puntano in alto come le corna del cervo. E' la gnoma organizzatrice degli eventi culturali, ma la sua peculiarità principale consiste nell'essere capace di “stirare” I desideri sgualciti, ancora incompiuti. Psicologa, accoglie gli sfoghi e le malinconie degli gnomi delusi riuscendo a risollevarli. E' un fiorellino profumato. La sua pelle è rosea, le rughette decorano un viso ancora fresco. Gli occhi sono vivi e lanciano strali di gioia. Arpeggiano, quasi. Mentre si esibiva la passera scopaiola Ardusli le ha sussurrato: “Oggi sembriamo due gomitoli colorati, dopo aver fatto l'amore. I fili s'intrecciano dentro l'anima. Nessun altro mai, indosserà il nostro maglione di passione. Mi emoziono e la pelle ruba il colore del tramonto, impertinente

Le nostre bocche mai sazie si sfamano d'una furia di baci, cardini fragili per futuri eccelsi assopiti. Ci amiamo così, senza malizia, inconsapevole storia di ogni nuvola stesa al sole”.Per onorare l'avvenimento e festeggiare, si sono scambiati un regalo speciale. Ardusli ha donato alla sua bella un vasetto di crema balsamica antistress, antincazzature e antiurli, ricavata dalla cacca del tasso lavorata e miscelata con essenze segrete. Sghela invece gli ha regalato una sciarpa magica tinta multicolor creata a mano con i ferri utilizzando la lana della pecora nera, la più amata tra gli animali del bosco. La sciarpa possiede la peculiarità di rendere docili e mansueti, predispone a un atteggiamento tenero, sensibile e giocoso, risaltando l'aspetto del bambino interiore, e adatto sopratutto nei confronti di chi mostra appetiti sessuali esagerati. Gli gnomi dicono che incontrando una pecora occorre sperare che questa ti guardi in faccia e non mostri il posteriore. In ogni caso è bene fare tre inchini per aggraziarsela. Questo gesto dovrebbe portare molta fortuna

Mentre Ardusli e Sghela si amano come il primo giorno, ecco invece che una coppia di gnomi è prossima alla rottura: Sono i due gnomi, Sòstoffa e Tanimodi, fidanzati da appena 83 anni d'anni, esperti dediti allo studio degli eventi meteo. Lei gli rifilato un ceffone e poi ha gitrato i tacchi...per modo di dire e se n'è andata. E lui ha singhiozzando sbottato.” Ho ricamato l'orlo del mio dolore con il buio del tuo sentirmi. L'imbrunire di noi ha spezzato i cristalli di una speranza d'amore”



 

 



 

 


 


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