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gnomi e moda

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Giovedì 03 Maggio 2012 18:49

Gnomi e moda.

Ardusli mi ha raccontato che sono stati gli gnomi a introdurre la seta in italia ai tempi dell'amato nonno Sganapin, sposo di Cilalì, ultima discendente di una stirpe mongola, sul finire del 1200.

 

Gli gnomi sono molto attenti alla moda. La loro giornata, tutta, è scandita dallo sfavillio degli abiti indossati a seconda dei lavori e delle mansioni da fare. Praticità ed eleganza. I tessuti e i colori e i modelli sono insuperabili. I vestiti sono confezionati dalle gnome utilizzando tutte le fibre naturali presenti nel bosco, prima raffinandole e poi tessendole. La lana è ricavata dalle pecorelle. Il lino è coltivato dallo gnomo che, non appena giunge a maturazione, raccoglie i fusti per stenderli a macerare e ad asciugare. Fatto ciò, le fibre vengono separate, battute e arrotolate in gomitoli, e infine tessute dalle gnome sul telaio rigorosamente di legno.

Le scarpe, le borse e le cinture sono confezionate lavorando il cuoio, ricavato dalla pelle seccata dei ratti, come di altri animali passati a miglior vita, cinghiale e lontra ecc... oppure utilizzando la corteccia di betulla, molto resistente e impermeabile. La biancheria, sempre elegante e di pregevole fattura, è di lana di pecora selvatica o di lana di coniglio, animali disponibili che si fanno tosare volentieri, sopratutto d’estate col gran caldo; col pelo di daino si fabbricano i guanti e le calze. Per colorare gli indumenti, la gnoma utilizza la canapa per il rosso, il blu lo ricava dall’indaco divenuto tale per ossidazione del polline dalla pianta, la terra e l’argilla per i colori neutri e l’agrifoglio mischiato alla felce per il verde. Ne sono stato testimone personalmente, poichè capitai una notte proprio mentre la sposina Sabloina stava impastando i colori per le fibre. Con molta forza tritava alcuni ingredienti nel mortaio di pietra, ossidi di ferro e caolino, usando il grasso fuso, il miele, il midollo osseo degli animali morti per anzianità o disgrazia, il chiaro d’uovo degli uccellini canori e ancora il latte di capra e alcuni escrementi. «Segretus cardois struscièr i pan et cverti». Lapiò vecia labat i trezent et ste maiunzin rosfug, ul purteva chezengni denon par caratticus. Abbiamo un piccolo segreto, utilizziamo il capolino del cardo selvatico, ottimo per garzare i tessuti e pettinare le stoffe e le coperte. Pensa che la mia coperta preferita ha più di trecento anni, e sembra fatta ieri. E vedi questo maglione che indosso? Indovina un pò, era del mio nonnino e ha mantenuto i colori vivi di un tempo, un bel rosso fuoco proprio come il suo carattere)». «Di tuo nonno?!» ribattei incredulo.

Ma andiamo per gradi. Il sarto ufficiale del villaggio si chiama Strazerin, mentre Gigin e Gagiet sono gli stilisti acclamati. E a proposito di Gigin e Gagiet... Ardusli mi ha pregato di seguirlo al ceppo perchè l'altro giorno ha catturato un dialogo vivace tra i due gnomi gay.

“Ah Gagiet, sei proprio un cetriolo. Passami quel filo..

“Chè cè..”

“Che c'è...La gonna da una parte è più corta.. Tu e la tua mania di accorciare.”

“Ma no caro, ti sembrerà.. Forse è la plissettatura che inganna.”

“Già..Plissettati il cervellino piuttosto. Che figura, che figura..Per tutti i caghicchioli del rospo ostetrico. Tra poco comincia il ballo e l'abito di Sghela non è finito”

“Ci metto poco, dai. Un tocco qui, una balza là.. Che vi vuole amore, SU..”

“Argh.. E le cuciture? Oscene! O...SCE...NE!!”

“Si, Ma non ti inquietare che poi mi viene il battito ansiogeno”

“Sono arrabbiato.Hai sempre la testa tra i fagioli... Lo sai quanto ci tengo a fare bella figura. Questo modello è tutto da rifare...Vabbè..Passami gli strass e...smettila di sbaciucchiarmi. Oddio ecco Ardusli che arriva. Mo ci parli tu, io non voglio saper niente..

In effetti, le gnome hanno dato sfoggio alle creazioni più svariate in occasione del Ballo SFUNEZZ. E' un ballo velleitario, una specie di tarantella a piedi nudi ipnotico e sensuale. Chi viene calpestato dalla gnoma cadrà a i suoi piedi come folgorato

Organze, tulli ricamati, chiffon cangianti a strati e a balze i tessuti utilizzati. Abiti lunghi fino ai piedi dove si può ammirare la caviglia, sempre abbellita da una catenina di fiori. Nei piedi calzano le “Sciafli” ballerine di retina con fondo di corda di corteccia. Durante le feste e i balli, di solito, sotto il vestito non indossano nulla. La lingerie di pregio invece la indossano durante gli incontri d'amore. Body di pizzo. Autoreggenti e giarrettiere obbligatorie.

 

Al crepuscolo, quando il grillo suona il gong, al risveglio gli gnomi si tolgono i comodissimi “Intrufuloun” pigiamoni termici. Ma mentre i maschi indossano il tutino intero con le tipiche aperture davanti e dietro servite dai bottoni d'osso, le femmine indossano i babydoll arricchite di pizzi e merletti. Ai piedi, calzano le babucce a maglia da letto tutte ricamate. Un accenno alle favolose trapunte di lana cardata imbottite di piuma d'oca, coloratissime con disegni a motivi che richiamano la natura e gli animali. Lenzuola, rigorosamente di flannella setosa.

La gnoma mamma prepara lo zainetto con lo spuntino per il marito: qualche biscotto di erbe integrali, una ghianda vuota riempita di tè, un pezzo di pane. A quel punto, dopo i saluti e le raccomandazioni varie, lo gnomo padre si avventura nel buio della notte. Appena uscito dal cunicolo viene accolto dai

suoi amici animali, il coniglio, lo scoiattolo, talvolta il lupo, quasi sempre un subalterno lasciato in licenza dal capo branco, e tutti gli fanno il resoconto esatto della giornata di luce appena scemata nelle tenebre della notte. Dopo i riti soliti, toilette e colazione, gli gnomi si preparano ad affrontare la lunga giornata. Ardusli sfoggia un abbigliamento da lavoro casual, estremamente chic, pratico ed efficace. Si chiama “E bascuzzoun” Una palandrana dotata di tante tasche esterne e interne. Utili per tenerci granaglie, oppure i grezzucchelli, i famisi biscottini al ribes, o ancora i gulous, le caramelle al miele prodotto dalle api friccicorine. Al collo un cravattino di mussola di seta rifinito con merletto. Stivali oppure zoccoli, a seconda delle attività che intende svolgere.

Le gnome, quando svolgono le solite attività quotidiane, indossano una “Talapuarvei” Una Rendigote molto elegante, essendo loro che devono accudire e, spesso, cavalcare gli animali del bosco al pari delle amazzoni. E' una lunga giubba a due falde e aperta sul dietro e pantaloni alla zuava. Nei piedi calzano sandali con lacci a stringere i polpacciotti come in antichità le romane. Al collo un ciondolo di corda di radice con appeso il quarzo rosa, pietra che favorisce i rapporti interpersonali e l'espressione libera della sessualità. In testa acconciature a treccine legate dalle bocche di lupo. Sensuali e fiere, sono dotate di celeste alterezza e di terrestre verecondia.

Gli abiti della festa come delle ricorrenze, sono diversi a seconda dell'occasione.

Abiti da matrimonio. I maschi vestono il “Asobel” Frac, giacca di lana colorata con panciotto di chantung di seta, camicia di lino spesso rosa, colletto inamidato, brachette con bretelle senza galloni ma con strisce di fiorellini di stagione e farfallino a pois. Nei piedi zoccoli di corteccia di betulla, mentre in testa il classico copricapo rosso a punta. Cappa e sciarpa bianca.

Le femmine portano il bustino di seta ricamato di pietre di fiume con le stecche, la fascia in vita color giallo con il fiocco rosso e la minigonna a ruota con appesa una cascata di tulle frisè a strascico. Nei piedi le “zugamatera” scarpe a punta senza tacco fatte di fibra vegetale intrecciata illuminate dalle elittre delle lucciole femmine, quelle che attirano il maschio nel talare nuziale.

 

 



 

 

Aprile: vento e pioggia

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Mercoledì 11 Aprile 2012 19:50
Gli oracoli confermano il periodo molto dinamico. L'atlantico sfornerà treni di perturbazioni che, entrando nel mediterraneo, accentueranno le condizioni di estrema instabilità. Depressioni molto profonde agiranno sui nostri mari, apportando piogge abbondanti, venti forti e temperature molto fresche. Alpi e Appennini saranno bianchi dai 1200 mt slm. Aprile recupererà in parte il grave deficit pluvio
 

Gnomo Ardusli incontrò...

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Mercoledì 11 Aprile 2012 19:36

ARDUSLI E le sorelle di Cenerentola. Genoveffa e Anastasia

Nel biglietto era evidenziato l'invito di Ardusli: Vinso, fa prest. Gli gnomi mi aspettavano per la tradizionale manifestazione contro l'acquiescienza al fatalismo. L'appuntamento era all'interno della grotta delle Fate multicolor, tutrici del buonumore e del riscatto e nemiche giurate dell'arrendevolezza. Lupo Fluk scondinzolava sotto le due querce gemelle, mia postazione tradizionale. Guaiva festoso. Mi fa sempre specie e sorrido a sentire Ardusli che mi redarguisce facendomi fretta. “Dat una mosà, tabachin..Muoviti, Tabachin. Così mi apostrofa quando intende sollecitarmi. Entrati nella grotta abbiamo salutato le sette tartarughe bibliotecarie, organizzatrici non solo, dell'ordine degli oggetti in disuso e fuori posto, ma anche garantiste e responsabili circa il mantenimento delle antiche enciclopedie del villaggio. E' costume degli gnomi fare collezione di cianfrusaglie e cose inutili. Monili, utensili, macinini di legno, valige di paglia, abiti vecchi. Anche perchè poi allestiscono il mercatino quando giungono in trasferta i cugini lapponi. La grotta accoglie gli sfoghi e li fagocita. Oppure li trasforma in pensieri positivi. Qui trovano dunque riparo gli afflitti e, a volte, gli ultimi, come ad es gli agnellini salvati alla mattanza pasquale.

Qui, tanto tempo fa, Ardusli ebbe un incontro a dir poco originale. Un bel giorno di primavera, entrando nella grotta, udì due soggetti lamentarsi. Erano due giovani donne arrivate da chissà dove e pronte a fare outing. Ardusli mi ha raccontato cosa accadde e per dar più risalto alla storia, ha pregato il nostro amico Bombo a farsi un giretto sul ceppo di betulla, azionando così lo straordinario meccanismo delle voci incorporate negli anelli dell'albero.

“E vuiltar, voi...chi siete?!?! “Io mi chiamo Genoveffa.” “ E io Anastasia” “Ueeeeèèè.. Siamo tanto infelici e abbiamo bisogno di sfogarciiii” “Allora siete giunte nel posto giusto. Perchè tenete il broncio. Su. Raccontate.” “Siamo inalberate” “E allora abbracciate il Pino bianco, che poi vi passa” “Si, la fai facile tu..” “ Ma lo sai che i nostri mariti guardano soltanto quella smorfiosa di un antipatica di Cenerentola, quella furbetta della nostra sorellastra che fa la vita da signora?!?” “Ma no..” “Ma si.. E pensare che noi siamo molto più belle più brave e anche più affascinanti.” “Beh..insomma. L'importante è crederci. Il vostro ardire è encomiabile” “Lei si è accalappiata il bel Principe, invece noi ci siamo dovute maritare con gli scarti della nobiltà. Due signorotti sgangherati che pensano soltanto ai privilegi e a riempire la pancia. Sono avvinazzati, sempre stanchi, gli screanzati, e l'amore mai non fanno, mentecatti!Ci sentiamo trascurate, avvilite...Ci tocca soltanto sfaccendare, le ginocchia sbucciate, e le mani tutte arrossate. Non ci resta che abiurare. Prendici con te...Trasformaci in gnome, o in fate... “ Potessi lo farei... Certo, lo so...La bellezza è per la donna un gran tesoro, nè mai ci si stanca di ammirarla, in coro, ma assai più vale la buona grazia. Ed è quella che vi manca. Avete perso la creanza. Questa diè a Cenerentola la comare, educandola, istruendola fino a farne una regina giusta e mai aguzzina. Questo dono, o tristerelle, ha più potere di una ricca acconciatura per scardinare di un cuore l'armatura . Perciò vi dico: La buona grazia è il vero dono delle Fate; senza di essa, nulla si può; con essa, tutto, però. Avere ingegno, coraggio, nobiltà, buon senso, e simili pregi che vi vengono dal cielo a nulla vi serviranno per avanzar nella vita, se mantenete l'anima abbruttita. Perciò vi dico.. Vi offro una cena, ma poi tornate ai vostri affari e..di buona lena!

Di lì a poco ecco arrivare lo scardinatore dei cuori, un picchio molto esuberante e colorat. Famosi sono i suoi bacini sul cuore e l'incanto d'amore si apre. Abbiamo gustato i gridolini al finocchietto selvatico e poi siamo stati a visitare il parto della martora, mentre gli alberi, anch'essi, si producevano in effusioni d'amore grazie alle carezze del vento per lo sfruscio dei rami..

Anche tra gli alberi si consumano momenti d'amore. L'abete bianco appiana e dirime, ordina e consiglia, dispone di un fascino inesauribile e incontaminato. Tutti lo amano perchè è il primo difensore delle piante fragili, ascolta i sussurri della foresta, origlia le dichiarazioni d'amore delle betulle, i pensieri aciduli dell'agrifoglio, le esuberanze del noce, i solidi concetti del carpino, le confessioni delicate e sincere del frassino, il diverso del bosco perchè effemminato e lo protegge dallo scherno e dagli insulti dei suoi vicini. Redarguisce le smancerie dell'acacia, scuote il nocciolo indolente per natura, ammonisce il sambuco, l'irresponsabile del bosco. L'abete è calmo e solenne, paziente e sereno, insuperabile giudice di pace. Esercità l'autorità di chi conosce le debolezze dell'anima, aiutando e indirizzando prima di condannare senza appello. Sotto di lui ci si fidanza, come è accaduta a una coppia di gnomi questa settimana. Atvoi e Sgnafina di 135 anni. Si sono dati il primo bacio con lo schiocco dentro una bomboniera fatta di spumino bianco di cui sono entrabi golosi.

Caro Gioaen, qui oggi si consumeranno Risvegli di Passione.

La passione accomuna abilità e dabbenaggine. Ogni passione è quella giusta. E' la più desiderata. Inattesa. La passione anche la più distruttiva è sempre creativa. La passione ti persuade anche nell'errore. Anche la più grande delle passioni infelici merita di essere vissuta.

La banda di 4 elementi intonava la versione più rock del Trittittiri. Lecsè suonava il bigolo, Gigin e Gagiet la fisargnomica, Ardusli batteva le sue due pipe più belle sul tamburo di pelle di arvicola con una abilità e una energia da fare invidia al miglior batterista.

Abbiamo gustato gli Pipplini, praline ripiene di crema di nocciola calda tra fiumi di idromele e insalata di erba micetta, raperonzoli e frutta secca aromatizzata con aceto di belladonna.





 

 

Gnomi: dialogando

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Martedì 20 Marzo 2012 20:19

DIALOGANDO

Ci hanno salutato due bellissimi esemplari di germani reali, i primi a mostrare la covata appena nata, 8 uova schiuse davanti agli gnomi. Al termine del buffet, Ardusli mi ha dato appuntamento al Museo Masè, dove è sito l'archivio millenario di tutte le storie, i progetti, i segreti, i dialoghi degli gnomi da chè mondo è mondo. Nei momenti di pausa, quando Sghela lo lascia un po' in pace, gli piace rileggere i quaderni e i diari di alcuni periodi salienti della sua vita. Lo vedi che gli brillano gli occhietti e si liscia la barba quando sfoglia quelle pagine magari ingiallite dal tempo..E poi c'è un elemento straordinario. Uno strumento che raccoglie le registrazioni di alcuni dialoghi tra i più significativi della vita dello gnomo e di cui abbiamo già potuto godere qualche volta. Uno strumento assolutamente unico e inusuale. Se è vero che i tronchi degli alberi svelano l'età di una pianta grazie agli anelli, è altrettanto vero che gli stessi anelli agiscono come le sottili righe di un disco in vinile. Grazie all'azione mirata di un insetto, su richiesta naturalmente di Ardusli, che la magia prende vita. L'insetto che si chiama ErascettDJ, assomiglia al bombo, striscia lungo gli anelli del ceppo di betulla testimoniano incontri e dialoghi avvenuti anche centinaia di anni fa. E allora tornando sulla relazione di Ardusli con Goldoni, sono stato privilegiato testimone di questo evento incredibile. Loro si erano conosciuti e frequentati al tempo della stesura del testo “La Locandiera” Sai, mi ha detto Ardusli, Carlo si era infatuato di una scaltra e inconsolabile vedova di Rimini, che, per sbarcare il lunario e dotata di buona creanza e diplomazia, aveva aperto una Locanda. “Ecco, ascolta...” Mi ha detto lo gnomo seduto comodamente sulla mia spalla. “Sint.. Qui siamo io e Carlo che dialoghiamo davanti ai tizzoni ardenti. Rascett, l'insetto DJ ha messo il moto il meccanismo...

Ma lo sapete che il Trittittiri è altamente afrodisiaco e produce endorfine? Zandarnel, lo gnomo afromediterraneo, lo sta adoperando come terapia di coppia. La sua amata, Asolamei, sta accusando una leggera apatia sessuale e pare che risponda molto bene alle sollecitazioni musicali. Se poi è accompagnato dal dal verso del Pagliarolo, allora è fatta.

E' altresi utile come arma biologica contro le pulci, temibili divoratrici della lattuga e dei radicchi bonsai, verdure assai amate dagli gnomi e curate con estremo amore all'interno delle serre governate da Taisi.

E' il periodo delle veglie e dei risvegli. E' il periodo anche degli esperimenti e delle consegne. Gli gnomi dicono che è bene coltivare il futuro che è in noi. Adottare un animale solo e abbandonato e dargli il proprio nome di battesimo, assicura il guadagno di un ora al giorno di vita vissuta in più- Per cui si possono guadagnare 365 ore in un anno.

Ardusli era impegnato con la tavolozza dei colori con le mani impiastricciate. Ha cominciato a disegnare un quadro nel 1710, al tempo del suo primo bacio e ancora non l'ha terminato. E lo modifica ogni volta che vi si approccia. Ecco perchè ha scelto come animale totem la libellula. Ne ha sempre una che gli ronza intorno di color argento. La libellula, la creatura del vento, simboleggia l'illusione e il cambiamento. Le sue ali cangianti ci ricordano tempi e mondi magici, rendendoci coscienti del fatto che la realtà di questo mondo è solo un'apparenza. Il suo insegnamento ci dice che niente è in realtà come ci appare e che dobbiamo sforzarci di liberarci dalle illusioni dei nostri sensi. Inoltre essa fa da tramite per portarci messaggi degli elementali e degli spiriti del mondo vegetale. Quando desiderate effettuare dei cambiamenti importanti, è opportuno evocare l'energia della libellula.

Gigin e Gagiet invece hanno scelto la Donnola. E' è in grado di vedere quel che si nasconde sotto una maschera ed è anche capace di riconoscere un evento dai piccoli segni che lo precedono. Spesso le persone in possesso dell'energia della donnola si sentono corresponsabili di ciò che notano o percepiscono in altri individui. Molte di queste persone finiscono per desiderare solo di essere lasciate in pace, o diventano veri e propri solitari. Il saper troppo, infatti, può diventare a volte un peso insopportabile. Si può comunque provare a evocare la forza della donnola quando si è alle prese con un problema di difficile

Che piacere è vedere gli gnomi impegnati nelle loro mansioni. C'è stata la festa del gnobattino. Il nostro ciabattino per intenderci. Erano disposti in circolo maschi e femmine indaffarati nel creare il più bel pezzo. Loro sono straordinari a fare le tomaie a mano con il cuoio ricavato dai cinghiali morti di vecchiaia. Quindi a cucire con gli aghi d'osso gli zoccoli e i mocassini. Gigin e Gagiet dopo attenta valutazione hanno decretato il vincitore. È risultata Remzca, cugina di Ardusli. Arzilla vegliarda di 310 anni, per il momento single. Ma non si è ancora rassegnata. Per la verità non è una gran bellezza, è pure strabica, ma gran lavoratrice, la tappabuchi del villaggio. Va dove è richiesto un suo servizio, che sia casalingo come babysitter, oppure di aiuto nei lavoretti domestici o addirittura nelle attività esterne come carpentiere, falegname e, in questo caso, come calzolaio, appunto. L'hanno festeggiata con i chichettini, stuzzichini a mò di spiedini cotti sulla brace


 

Primavera burrascosa, dice lo gnomo

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Mercoledì 29 Febbraio 2012 20:00
Chi si aspetta un inizio di primavera favorevole alle attività ludiche esterne dovrà armarsi di santa pazienza. Il tempo marzolino ci riserverà un ritorno a condizioni prettamente invernali, con freddo, pioggia, vento e anche neve oltre i 300 mt slm, sopratutto al centro. Così gli oracoli del bosco hanno sentenziato
 


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